Spazio e Scienze

Come sarebbe vivere su una cometa

Benché nell'antichità spesso le comete siano state ritenute foriere di sventura, le "palle di neve sporca" cosmiche adesso sono viste come corpi celesti importanti che potrebbero aiutare gli scienziati a saperne di più sulle fasi iniziali dell'evoluzione del Sistema Solare.

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La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

A novembre 2014 la sonda Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea ha sganciato il lander Philae che è atterrato sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Philae è stato il primo veicolo spaziale creato dall'uomo ad atterrare sulla superficie di una cometa.

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L'impresa di Rosetta passerà alla storia, ma un conto è spedire una sonda su una cometa, ben altra cosa  farci atterrare degli astronauti. Potrebbero vivere lì?

Negli ultimi decenni la NASA e altre agenzie spaziali hanno lanciato diverse missioni per studiare le comete, quindi abbiamo ormai una certa conoscenza di questi corpi celesti. Un esempio è la sonda Giotto dell'ESA, che nel 1986 ha volato attraverso la chioma – ossia quella grande nuvola diffusa di gas e polveri che si crea attorno al nucleo – della cometa di Halley scattando le prime immagini del nucleo di una cometa.

Impossibile poi dimenticare la sonda Stardust della NASA, che nel 2004 ha raccolto campioni di polvere dalla chioma e dalla coda della cometa Wild 2. Nel 2005 poi la sonda spaziale NASA Deep Impact si è schiantata contro la cometa Tempel 1 per studiare da vicino il nucleo della cometa.

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Cometa di Halley

Le fotografie scattate dalle varie missioni hanno rivelato che i nuclei delle comete sono piuttosto piccoli e che alcune hanno forme irregolari "perché la loro gravità è molto bassa" ha spiegato a Space.com Althea Moorhead, ricercatore presso l'ufficio Meteoroid al NASA Marshall Space Flight Center. Ed è proprio per questo motivo che secondo Moorhead "sarebbe strano vivere su una cometa". Sulla Terra e su altri corpi sferici la gravità è diretta verso il basso. Ma se ci trovassimo per esempio su una cometa a forma di manubrio, la gravità potrebbe agire lateralmente.

Non solo. La forza gravitazionale non è alta. Per dare un'idea, se ci cadesse un oggetto dal taschino sul petto impiegherebbe circa due minuti per toccare terra.

"La sua gravità è così bassa che un salto che di una ventina di centimetri sulla Terra, sulla cometa di Halley rischierebbe di farvi cadere giù" ha spiegato Moorhead, aggiungendo che dovreste prestare molta attenzione alle attività fisiche che svolgereste.

Le comete, in particolare quelle di forma irregolare, potrebbero tuttavia offrire caratteristiche interessanti da esplorare, come i crateri da impatto o cavità create dalla sublimazione di materiale. Ma nonostante questo si finirebbe per annoiarsi piuttosto velocemente. "La cometa di Halley ha una superficie totale pari a quella dell'isola di Lanai delle Hawaii" spiega infatti Moorhead, ossia circa 364 chilometri quadrati.

Le comete sono note principalmente per le loro chiome, ma questa caratteristica si sviluppa solo quando arrivano relativamente vicine alla Terra. La cometa di Halley, per esempio, ha la chioma solo per un anno, dei 76 anni che impiga per completare la sua lunga orbita intorno al Sole.

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Le chiome infatti si sviluppano quando il ghiaccio sulla superficie del nucleo della cometa si trasforma in gas. Nella cometa di Halley si crea quando giunge a circa 3 unità astronomiche dal Sole. (Un'unità astronomica, o AU, è la distanza media tra la Terra e il Sole, e corrisponde a circa 150 milioni di chilometri).

Se ci trovassimo su una cometa che ha sviluppato la chioma probabilmente non vedremmo le stelle perché sarebbero oscurate dalla nuvola di polvere e gas. E durante il giorno (un giorno intero sulla cometa di Halley dura tra 2,2 e 7,4 giorni terrestri) il campo visivo sarebbe ostacolato dalla luce diffusa, analogamente a quello che si vederebbe stando in mezzo a una fitta nebbia qui sulla Terra.

Molte comete hanno orbite ellittiche, che le trasportano dalla fascia di Kuiper (una regione del Sistema Solare oltre Nettuno) al Sistema Solare interno. A causa di questa orbita ellittica la temperatura sulla superficie di una cometa varia notevolmente a seconda del punto dell'orbita in cui si trova.

Quando la sonda Giotto ha avvicinato la cometa di Halley nel 1986 questa si trovava a 0,9 UA dal Sole e aveva una temperatura superficiale di circa 77 gradi Celsius. Nel luglio 2014 la sonda Rosetta invece ha misurato tramite il lander Philae una temperatura di -70 gradi sulla cometa 67P, che si trovava a più di 3 AU (circa 450 milioni km) dal Sole.

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Inoltre queste orbite allungate non facilitano le comunicazioni con la Terra, che per giungere a destinazione possono impiegare da pochi minuti a diverse ore.

Nota: questo articolo è l'ottavo di una interessante serie di contenuti che illustra in sintesi come potrebbe essere vivere su o vicino a pianeti e lune nel nostro Sistema Solare e non solo. Ci vediamo la prossima settimana per la puntata successiva! La lista riepilogativa di dei contenuti pubblicati di questa serie è a questo link.