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Come si misura la potenza in uscita?

Pagina 2: Come si misura la potenza in uscita?

Come si misura la potenza in uscita?

Il numero magico per ogni attrezzatura deputata alla riproduzione
musicale, quello che ogni acquirente alla fine va a vedere, è il numero
di watt. Non è quindi una sorpresa il fatto che gli sia riposta una grandissima
attenzione e che ne siano spesso aumentati esageratamente i valori! Quello che
bisogna ricordare è che la vera potenza in uscita è indicata dalla
voce RMS. Fattori di cresta, valori musicali, massimi e ovviamente i famosi
PMPO, sono solo dei paraventi. Si può ingannare anche indicando i watt
RMS, basta comprendere anche quei valori che però provocano un po’ di
distorsione (diciamo un 10%) oppure effettuare misurazioni con qualche canale
spento. Non bisognerebbe dare eccessivamente peso al valore della potenza in
uscita, perchè ciò che conta realmente alla fine è il rapporto
segnale/rumore raggiungibile (in dB SPL). Questo valore dipende da due fattori:
la potenza di amplificazione e le prestazioni della cassa. Pertanto, se avete
un’altoparlante con un’uscita di 87 dB per watt e un altro con 90 dB per watt,
quello da 87 richiederà un’amplificazione doppia rispetto a quello a
90 dB, per raggiungere lo stesso livello.

Quindi, l’amplificazione dovrebbe essere considerata solo come
un altro aspetto da tenere conto e non come garanzia assoluta di suono potente
e buone dinamiche.

Detto ciò, potrebbe essere interessante andare a vedere
che sonoro risulta da una data potenza di amplificazione. E’ un approccio molto
interessante all’analisi della resa acustica, dato che i watt RMS che escono
da una cassa sono inevitabilmente minori di quelli forniti dall’amplificazione
in uscita. Per il prodotto Creative si tratta di 67.5 W, valore che sembra essere
coerente con la potenza indicata di 48 W RMS, per quello Logitech si parla di
39.1 W su 40 W RMS (una prestazione di amplificazione di più del 100%)
e per l’Altec 34.5 W su 31 W RMS.

Modalità per i test

Un test adeguato di sistemi audio richiede sia una parte oggettiva
che una soggettiva. Per il test oggettivo abbiamo usato un DAAS32 (Digital Audio
Analysis System) con una scheda di acquisizione dedicata e un software per Windows.
Il microfono usato è stato un Neutrik 3382 da 1/4″.

Questo sistema può essere usato per tutti i tipi di
valutazione, ma per l’analisi della risposta in frequenza abbiamo utilizzato
un metodo doppio, una misurazione consueta per i satelliti, a una distanza adeguata,
e una a distanza ravvicinata, per i bassi. Il software poi collega le due valutazioni
una volta che l’utente ha scelto la frequenza che soddisfa il test in esecuzione.
Il punteggio complessivo è comprensivo di quello ottenuto con il test
sul subwoofer (con il metodo ravvicinato), per dare una buona visione d’insieme
su cosa riesca a fare il sistema e quale sia la frequenza del crossover dei
satelliti.

Per tracciare la curva mostrata più avanti, abbiamo
preso in considerazione la terza ottava. In questo modo si è riusciti
a smussare le irregolarità della risposta in frequenza e quindi a rendere
i risultati più chiari anche per i non esperti. Il nostro sistema di
misurazione fornisce una curva estremamente precisa (1/24 di ottava), che richiede
conoscenze di elettro-acustica e un notevole pratica per riuscire a leggere
i risultati con una certa precisione. E’ quello che faremo per l’analisi del
nostro lavoro.