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Commissione UE: i dati non-personali varranno 544 mld entro il 2025

La Commissione UE ha pubblicato gli orientamenti sulla libera circolazione dei dati non personali. Indicazioni utili soprattutto per le imprese.

I dati non-personali dei cittadini europei saranno soggetti a nuovi regolamenti, grazie a una serie indicazioni pubblicate dalla Commissione UE. Si tratta di un’iniziativa che si affianca a quello generale sulla protezione dei dati (GDPR), entrato in vigore il 25 maggio 2018.

“Gli orientamenti odierni hanno lo scopo di aiutare gli utenti, in particolare le piccole e medie imprese, a comprendere l’interazione tra queste nuove norme e il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), specialmente per quanto riguarda gli insiemi di dati formati da dati personali e dati non personali”, si legge nella nota ufficiale.

Il segmento “non-personale” non è da sottovalutare soprattutto perché, come ha spiegato Andrus Ansip, Vicepresidente e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale, “da qui al 2025 l’economia dei dati contribuirà probabilmente per il 5,4 % del PIL dell’UE a 27, pari a 544 miliardi di €”. Il problema è che se non potranno circolare liberamente gli effetti positivi sul mercato saranno limitati.

“Eliminando le restrizioni forzate alla localizzazione dei dati, diamo a un numero maggiore di persone e di imprese la possibilità di trarre il massimo beneficio dai dati e dalle opportunità ad essi correlate. Gli orientamenti odierni permettono di fare piena chiarezza sulle modalità con cui la libera circolazione dei dati non personali interagisce con le nostre rigorose norme in materia di protezione dei dati personali”, ha spiegato Ansip. Insomma, sta per nascere uno spazio comune nel solco del Mercato Unito digitale.

Vi sono però dei rigorosi paletti a garanzia dei cittadini e delle imprese. Prima di tutto viene impedito ai paesi UE “di applicare leggi che, in modo ingiustificato, obblighino a detenere i dati unicamente all’interno del territorio nazionale”. Inoltre le nuove norme “aumentano la certezza del diritto e la fiducia per quanto riguarda le imprese e rendono più facile per le PMI e le start-up sviluppare nuovi servizi innovativi, sfruttare le migliori offerte disponibili sul mercato interno per quanto riguarda i servizi per il trattamento dei dati ed espandere le proprie attività a livello transfrontaliero”.

La documentazione UE offre esempi pratici sull’applicazione delle norme nel caso delle imprese che trattano insiemi di dati sia personali che non personali. Il tutto specificando esattamente le differenze fra i concetti di dati personali, non personali e misti.

“Sono enunciati i principi della libera circolazione ed è illustrata la non applicabilità degli obblighi di localizzazione in base al GDPR e al regolamento sulla libera circolazione dei dati non personali; è spiegata la nozione di portabilità dei dati ai sensi del regolamento sulla libera circolazione dei dati non personali. Gli orientamenti comprendono anche gli obblighi di autoregolamentazione stabiliti dai due regolamenti suddetti”, conclude la nota della Commissione UE.