Elettrodomestici

Commissione UE: nuovi obblighi per la riparabilità di elettrodomestici e TV

Ieri la Commissione UE ha adottato 10 regolamenti di esecuzione per la progettazione ecocompatibile, che stabiliscono l’efficienza energetica e altri requisiti per diversi  grandi elettrodomestici fra cui frigoriferi (anche industriali), lavatrici, lavastoviglie, televisori, sorgenti luminose e apparecchiature per saldatura. Varranno per tutti i prodotti immessi sul mercato dell’Unione, indipendentemente dal luogo in cui sono fabbricati.

Si tratta di un’iniziativa volta non solo alla riduzione dei consumi energetici, ma anche a incrementare i parametri di riparabilità e riciclabilità. La Commissione UE stima che etichettatura energetica ed ecodesign consentiranno di risparmiare 167 TWh entro il 2030 – pari all’intero consumo energetico annuo di un paese come la Danimarca. Si prevede inoltre una riduzione di oltre 46 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. E anche a un risparmio medio in bolletta di circa 150 euro all’anno per i cittadini.

“Le decisioni prese in fase di progettazione influenzano notevolmente ciò che accade durante le fasi di utilizzo e di fine vita, non solo in termini di consumo di energia, ma anche in termini di durata della vita, manutenzione, riparazione, riutilizzo, aggiornamento, riciclabilità e gestione dei rifiuti“, spiega la nota ufficiale della Commissione UE.

“Queste misure comportano anche vantaggi a livello macroeconomico, riducendo la bolletta energetica dell’Europa attraverso il risparmio energetico e le emissioni di gas serra. In tal modo, rappresentano un contributo diretto all’attuazione dell’accordo di Parigi”.

Per promuovere la riparabilità e quindi aumentare la durata degli apparecchi, sono state stabilite alcune prescrizioni:

  • i pezzi di ricambio possono essere disponibili per un lungo periodo dopo l’acquisto
  • minimo 7 anni per gli apparecchi di refrigerazione (10 anni per le guarnizioni delle porte);
  • minimo 10 anni per lavatrici e lavasciuga domestiche;
  • minimo 10 anni per le lavastoviglie domestiche (7 anni per alcune parti per le quali l’accesso può essere limitato ai riparatori professionisti);
  • inoltre, durante tale periodo, il produttore assicura la consegna dei pezzi di ricambio entro 15 giorni lavorativi
  • i pezzi di ricambio possono essere sostituiti con l’uso di strumenti comunemente disponibili e senza danni permanenti all’apparecchio
  • i produttori devono garantire la disponibilità di informazioni sulla riparazione e sulla manutenzione professionale per i riparatori professionisti

Per quanto riguarda lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie sono state stabilite soglie massime di consumo dell’acqua per ciclo. “Allo stesso tempo, sono richiesti un minimo di efficienza di lavaggio ed efficacia di risciacquo in modo tale che la riduzione del consumo di acqua non sia raggiunta a scapito delle prestazioni di lavaggio e risciacquo”, sottolinea la Commissione.

Si stima che le lavatrici domestiche e le lavasciuga domestiche, aggiornate, possano consentire un risparmio idrico di 711 milioni di metri cubi/anno entro il 2030. Per quanto riguarda le lavastoviglie, il risparmio idrico dovrebbe ammontare a 16 milioni di metri cubi/anno.

“In alternativa ai requisiti obbligatori di progettazione ecocompatibile, l’industria può presentare accordi volontari o altre misure di autoregolamentazione (cfr. Anche l’articolo 17 della direttiva quadro sulla progettazione ecocompatibile). Se vengono soddisfatti determinati criteri, la Commissione riconosce formalmente questi accordi volontari”, ricorda la Commissione.

Non resta che attendere nelle prossime settimane la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle nuove misure. E per quanto riguarda l’Italia si attendono novità sul decreto riguardante l’obsolescenza programmata.