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Consumatori USA contro Amazon per i prodotti consigliati, poca trasparenza ma l’azienda nega

La popolare guida per i regali di Natale di Amazon USA, secondo documenti consultati da Bloomberg sarebbe fortemente condizionata dagli investimenti pubblicitari dei vari marchi, ma l’azienda di fatto nega. In pratica la testata newyorchese sostiene che più gli sponsor sono disposti a pagare e maggiore è il numero dei prodotti che possono far includere. Pare che l’ultima lista (Holiday Toy List) abbia consentito una presunta raccolta di 2 milioni di dollari.

Robert Weissman, presidente dell’associazione dei consumatori Public Citizen, pensa che Amazon è legittimata a fare pubblicità sul suo sito ma le raccomandazioni sembrerebbero appartenere a una zona grigia. Eppure Amazon ha assicurato a Tom’s Hardware che “ogni prodotto inserito all’interno della nostra annuale lista dei giocattoli natalizi viene selezionato in modo indipendente da un team di esperti interni ed in base ad un alto livello di qualità, design, innovazione ed esperienza di gioco. La lista presenta idee regalo per famiglie, dalle nuove uscite ai prodotti favoriti dei nostri clienti, ed i prodotti vengono selezionati da diverse fonti, inclusi  i nostri partner di vendita che hanno l’opportunità di segnalare i loro migliori giocattoli per la stagione e aumentare la visibilità di tali giocattoli”.

“Non scrivono annunci a pagamento perché cambierebbe completamente il modo in cui percepiscono le informazioni”, ha dichiarato Weissman. “Se l’elenco è interamente o in parte pubblicità a pagamento, le persone hanno diritto di saperlo“. Amazon sostiene che la Top 100 sia curata al 100% internamente e senza “finanziamenti” da parte dei fornitori. In pratica fornitore e venditore terzo si limitano a definire la strategia di prezzo nei diversi canali a disposizione.

Il tema però sembrerebbe non riguardare solo Amazon: la nota catena Walmart si presume faccia pagare ai produttori di giocattoli 10mila dollari mensili (per prodotto) per conquistare posizioni nelle “Buyer’s Picks” di novembre e dicembre.

La Federal Trade Commission ha già stabilito nel tempo delle norme a garanzia dei consumatori, ma star dietro alle liste consigliate o le guide è piuttosto complesso. Bloomberg sostiene ad esempio che il posizionamento di prodotti sulla striscia più alta della pagina Web costi ai vari marchi 500mila dollari a dicembre e 150mila negli altri mesi. Un vero e proprio annuncio pubblicitario in cima alla pagina dei giocattoli costerebbe invece 300mila dollari al mese, rispetto ai 75mila del resto dell’anno.

Public Citizen a luglio ha denunciato Amazon alla FTC per il primo giorno di vendite estive: a loro parere l’azienda non si è impegnata abbastanza nel far capire ai consumatori quali fossero le campagne e quali le raccomandazioni autentiche. “Quando Amazon presenta una delle 100 migliori liste di giocattoli è un errore presumere che gli acquirenti comprendano che questo è solo uno spazio per le affissioni pagato rispetto a un elenco curato da Amazon”, ha concluso Weissman.