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Convert2MP3 chiude, perché il ripping online viola il copyright

Convert2MP3, uno dei più noti servizi online di ripping, ha chiuso i battenti ma com’era prevedibile online sono già disponibili diversi cloni con indirizzo diverso. IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) oggi ha annunciato che per conto delle case discografiche è riuscita a strappare un accordo con i gestori del sito che prevede non solo la chiusura e cessione di domini ma anche la promessa di non violare più i diritti dei suoi associati. Oltre ovviamente a un risarcimento finanziario.

Un bel colpo considerato che Convert2MP3 negli ultimi 12 mesi ha registrato più di 684 milioni di visite. Il servizio infatti è storicamente un punto di riferimento per chi vuole estrarre dai video di YouTube o Dailymotion e altre piattaforme file in formato audio MP3 o MP4. Il modello di business si basa sulla pubblicità ovviamente.

“In precedenza un tribunale in Germania aveva concesso un’ingiunzione preliminare nei confronti di Convert2mp3 sulla base del fatto che efficaci misure di protezione tecnologica venivano eluse attraverso il servizio e che produceva o possedeva software che permetteva che ciò avvenisse”, ha spiegato IFPI.

“Il ripping dallo streaming è una minaccia per l’intero ecosistema musicale. Siti come Convert2MP3 mostrano il totale disinteresse per i diritti di artisti e case discografiche e portano via denaro a chi crea e investe in musica”, ha dichiarato Frances Moore, amministratore delegato di IFPI.

“L’esito positivo di questo caso invia un chiaro segnale ad altri siti di ripping streaming che dovrebbero interrompere le loro attività che violano il copyright o sono esposte ad azioni legali”. A questo punto viene da chiedersi se IFPI si possa ritenere davvero soddisfatta considerato che è sufficiente digitare su Google il nome di “Convert2MP3” per rendersi conto che poco è cambiato.