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Fotografia

Corpo macchina ed ergonomia

Pagina 2: Corpo macchina ed ergonomia
La GX9 si presenta con un corpo macchina di dimensioni medio-piccole, sostanzialmente quelle di una GX80 ma inferiori a quelle della precedente GX8. L’aspetto richiama quello delle concorrenti dirette, senza particolari vezzi estetici; il peso, non trascurabile per essere una mirrorless di questa categoria, si avvicina al mezzo chilo per il solo corpo, con batteria […]

La GX9 si presenta con un corpo macchina di dimensioni medio-piccole, sostanzialmente quelle di una GX80 ma inferiori a quelle della precedente GX8. L’aspetto richiama quello delle concorrenti dirette, senza particolari vezzi estetici; il peso, non trascurabile per essere una mirrorless di questa categoria, si avvicina al mezzo chilo per il solo corpo, con batteria e scheda di memoria.

Con lo zoom 12-60 mm fornito in dotazione, la bilancia segna 664 gr.

La qualità costruttiva è buona, ma il corpo non è realizzato in lega di magnesio come quello della sua progenitrice, e nemmeno tropicalizzato. Il livello di finitura e la cura dei particolari comunque soddisfano, tenuto conto del prezzo.

La disposizione dei comandi è sostanzialmente corretta, anche se dal punto di vista ergonomico le fotocamere “stile reflex” sono forse ancora più intuitive ed immediate, perlomeno durante l’approccio iniziale. Ad esempio, in queste ultime i comandi sono più manovrabili e il mirino elettronico è allineato all’obiettivo, mentre nella GX9 è sfasato sulla sinistra essendo una rangefinder. L’impugnatura, inoltre, avrebbe potuto essere un po’ più pronunciata, ma il grip è comunque adeguato.

I tasti sul lato posteriore sono un po’ piccoli e volutamente non sporgenti per evitare di azionarli inavvertitamente: sono però pressoché impossibili da individuare senza guardarli. Inoltre, il tasto di cancellazione immagini è lontano da quello di riproduzione, mentre a nostro avviso sarebbe stato più logico posizionarli vicini
Quando si guarda attraverso il mirino elettronico, la ghiera posteriore (indicata dalla freccia rossa) può essere confusa con quella per la correzione dell’esposizione che si trova poco sopra

Sul lato superiore, appena a destra della slitta hot shoe per il flash esterno (la macchina ne è infatti sprovvista), troviamo le due ghiere coassiali dei modi e della compensazione dell’esposizione, realizzate in metallo.

A parte la ghiera dei modi coassiale con quella di compensazione dell’esposizione, l’altro aspetto originale è dato dal tasto di registrazione diretta dei filmati posto sulla levetta d’accensione

A differenza della GX8 dove il pulsantino al centro della ghiera superiore serviva a spostare la posizione del punto di MAF (usando il multi-controller posteriore), sulla GX9 non vi è un tasto dedicato.

Sul retro della fotocamera è stata aggiunta una levetta di messa a fuoco, che consente agli utenti di selezionare AFS (AFF), AFC o messa a fuoco manuale senza dover accedere al menù.

La SD card trova alloggiamento nello stesso scomparto della batteria, sotto la fotocamera.

Uno sportellino laterale di nuova concezione, a scorrimento, occulta sia il connettore mini HDMI e quello USB 2.0 Micro-B che permette la ricarica della batteria. Mancano sia la presa microfono (presente invece nella GX8) che la presa cuffia per la monitoria dell’audio durante le riprese video.

Recensione Panasonic Lumix DC-GX9

La batteria al litio è la nota Panasonic DMW-BLG10E da soli 1025 mAh, già utilizzata su altre fotocamera del costruttore.

Recensione Panasonic Lumix DC-GX9

La sua durata – non dichiarata nei dati ufficiali – è purtroppo un punto debole della macchina, non siamo riusciti ad arrivare a più di 120 foto, utilizzando sia l’EVF che il monitor, quando si è accesa la spia rossa della batteria, un dato che non consideriamo però attendibile in quanto la stessa può esserci arrivata mal utilizzata non essendo la macchina nuova.