Spazio e Scienze

Dall’Inghilterra all’Australia in 4 ore grazie all’aerorazzo ipersonico che vola a Mach 3.3

L’Agenzia Spaziale britannica e quella australiana collaboreranno per realizzare entro il 2030 il primo “ponte spaziale” al mondo, un collegamento aereo tra Inghilterra e Australia che un futuro aerorazzo ipersonico dovrebbe coprire in appena 4 ore, l’80% in meno del tempo attualmente necessario. L’annuncio è stato fatto martedì scorso alla Conferenza Spaziale del Regno Unito.

Fiore all’occhiello del futuro aerorazzo sarà ovviamente proprio il motore a reazione, denominato SABRE (Synergetic Air-Breathing Rocket Engine), sviluppato dall’inglese Reaction Engines. A caratterizzare il motore a reazione è il cosiddetto “pre-cooler“, un sistema di raffreddamento dell’aria, indispensabile a velocità ipersonica, giacché il flusso d’aria raggiungerebbe temperature elevatissime, che potrebbero danneggiare i delicati meccanismi del motore stesso.

‎Da quando il Concorde ha effettuato il suo ultimo volo nel 2003 non ci sono più stati aerei passeggeri in grado di superare la barriera del suono, ma lo scorso aprile, Reaction Engines ha annunciato di aver concluso positivamente i test del suo pre-cooler, simulando le condizioni a Mach 3.3, una velocità oltre tre volte superiore a quella del suono e del 50% più veloce di quella di crociera raggiungibile dal Concorde – che faceva il viaggio tra New York e Parigi in circa 3,5 ore – e corrispondente al record di velocità del jet più veloce mai realizzato, il Lockheed SR-71 Blackbird. ‎

‎I test di preraffreddamento hanno avuto luogo presso un impianto di test presso il Colorado Air and Space Port negli Stati Uniti. ‎I dati raccolti confermano che il componente può raffreddare i gas, portandoli da oltre 1000° C a temperatura ambiente in meno di 1/20 di secondo. ‎”Si tratta di una pietra miliare estremamente significativa che ha visto la tecnologia proprietaria di preraffreddamento di Reaction Engines raggiungere prestazioni di trasferimento di calore senza precedenti”, ha dichiarato Mark Thomas, CEO di Reaction Engines.‎‎ ‎

L’aerorazzo dovrebbe in realtà raggiungere Mach 5 nell’atmosfera terrestre, per poi trasformarsi in razzo e viaggiare per un breve periodo a Mach 25 nello spazio, ‎”respirando” l’aria dall’atmosfera, in modo da consentire una maggiore efficienza del carburante e un peso inferiore rispetto ai motori a razzo esistenti, che devono invece trasportare l’ossigeno.‎