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Spazio e Scienze

DARPA avvia una sfida internazionale per robot di soccorso sotterraneo

DARPA ha avviato il Subterranean Challenge, un concorso internazionale per individuare il miglior robot per operazioni di salvataggio sotterranee.

Come dovrebbe essere il robot ideale per operazioni di soccorso sotterranee? Se lo domanda DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) e per questo motivo ha deciso di organizzare una sfida internazionale (SubT Challenge) aperta a tutti i ricercatori di settore. Ai partecipanti è stato chiesto di creare un robot capace di mappare ambienti sotterranei complessi, muoversi al loro interno ed essere in grado di effettuare ricerche. Il tutto immaginando scenari di guerra e catastrofici.

DARPA, sebbene sia sempre accomunata a un certo tipo segretezza governativa statunitense, è solita organizzare concorsi di questo tipo per agevolare lo sviluppo di tecnologie – che possono avere anche implicazioni militari. “Una delle cose a cui DARPA è sempre interessata è cercare di identificare innovazioni rivoluzionarie”, ha spiegato il Project Manager di DARPA, Timothy Chung. “A volte ciò si verifica al di fuori dei percorsi tradizionali e dobbiamo cercare varchi in cui tali innovazioni possono sorgere”.

Insomma, se da una parte appare audace l’idea di mandare un robot al posto di un umano in una zona disastrata, dall’altra è una strategia vincente per spostare i confini della ricerca e ridurre i rischi.

SubT Challenge ha appena completato la sua prima fase. Ad agosto nel corso di quattro giorni è stata sfruttata una vecchia miniera della zona di Pittsburgh, in Pennsylvania, per creare l’ambiente di test. Hanno partecipato 20 veicoli aerei senza pilota, 64 robot di terra e un robot autonomo dirigibile chiamato Duckiefloat. La sfida è stata quella di attraversare i cunicoli, popolati da oggetti come i manichini termici che rappresentano i sopravvissuti.

“L’idea è che squadre di robot devono attraversare, superare, a volte identificare nuovi percorsi, per andare a trovare quei manufatti”, ha spiegato CHung. “Per ogni artefatto trovato, ottenevano un punto. Le squadre che hanno segnato il maggior numero di punti nel tempo assegnato hanno vinto la competizione”.

In questo primo evento ha conquistato la prima posizione Team Explorer, un progetto che vede coinvolte Carnegie Mellon e Oregon State University. I robot del team sono stati in grado di scoprire 25 dei 40 artefatti in condizioni difficili, tra cui molta acqua e fango. Team Explorer ha progettato e costruito due veicoli terrestri e due droni creati appositamente per operare nelle miniere. Un altro gruppo che si è comportato bene è stato il Team CoSTAR, composto dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, dal MIT, da Caltech e molti altri. Alla fine, i robot di CoSTAR sono stati in grado di scoprire 11 dei 40 artefatti.

La prossima sfida della competizione è fissata per febbraio 2020 e si svolgerà in ambiente urbano. “Puoi immaginare che possa essere qualsiasi cosa, da una stazione di transito di tipo metropolitano a infrastrutture come scarichi o fognature”, ha detto Chung. “Questi sono tutti i tipi di ambienti di tipo urbano sotterraneo in cui potrebbe verificarsi un’emergenza”.

Ad agosto 2020 poi ci sarà la sfida in caverne di tipo naturale. La competizione si concluderà nell’agosto 2021, con un evento finale che considererà anche gli esiti di tutti quelli precedenti. Al vincitore verrà quindi assegnato il premio in denaro di 2 milioni di dollari.

“Una delle parti divertenti della sfida SubT è che non è detto che una soluzione che funziona bene in un circuito possa funzionare bene anche in altri “, ha detto Chung. “Questo perché la diversità degli ambienti si presta a soluzioni potenzialmente abbastanza diverse. Ad esempio, sul circuito urbano, possiamo anticipare molta più verticalità dove potrebbe essere sufficiente essere un robot di terra. In una caverna ci saranno molte irregolarità dovute alla creatività di madre natura”.