e-Gov

Disastro BlackBerry, schiaffo da 1 miliardo e licenziamenti

BlackBerry prende un pugno che metterebbe al tappeto anche il coriaceo Rocky Balboa. A darlo non è Ivan Drago, ma il mercato. I risultati preliminari del secondo trimestre fiscale non sono per niente buoni. L'azienda canadese si prepara a mettere a bilancio perdite per quasi un miliardo, tra 950 e 955 milioni di dollari per la precisione, dovuti in larga parte al fallimento dei nuovi prodotti BlackBerry 10, il modello Z10 in particolare.

L'azienda ha realizzato molti BlackBerry Z10, ma i consumatori anziché acquistarli hanno scelto altre soluzioni. Il risultato? Costi d'inventario tra 930 e 960 milioni di dollari. Era già avvenuto a un'altra illustre azienda, Microsoft, con i 900 milioni andati in fumo per l'insuccesso del tablet Surface RT.

BlackBerry sottolinea di non avere debiti, e di avere liquidità per 2,6 miliardi. Nel secondo trimestre il fatturato dovrebbe raggiungere 1,6 miliardi di dollari, il 50% dei quali dovuti ai servizi. In questo periodo l'azienda canadese ha venduto circa 3,7 milioni di smartphone, gran parte dei quali BlackBerry 7, anche se un numero imprecisato di dispositivi BB10 rientrerà nei dati solo quando effettivamente raggiungerà i consumatori finali.

"Durante il secondo trimestre circa 5,9 milioni di smartphone BlackBerry sono stati venduti ai consumatori finali. Il dato include i terminali distribuiti prima del secondo trimestre". Il risultato di tutto questo? Licenziamenti di massa, che annunciati da indiscrezioni di stampa dei giorni scorsi, diventeranno purtroppo cosa reale. La scure della dirigenza si abbatterà su 4500 dipendenti, circa il 40% della forza lavoro globale composta da circa 7000 dipendenti full-time. Questa mossa, insieme ad altre, consentirà a BB di ridurre del 50% le spese operative entro la fine del primo trimestre fiscale 2015.

Thorsten Heins

BlackBerry ha anche annunciato una revisione del suo portfolio smartphone e della sua strategia. Da sei prodotti si passerà a quattro e l'offerta si focalizzerà sul settore enterprise e prosumer, con due prodotti di fascia alta e due soluzioni di fascia bassa, sia completamente touch sia con tastiera QWERTY.

Alla luce dell'annuncio del nuovo Z30 (qui tutte le specifiche tecniche), l'azienda riposizionerà lo Z10 per renderlo maggiormente disponibile e accessibile a un pubblico con meno possibilità di spesa. Allo stesso tempo, il comitato speciale istituito ad agosto "continuerà a valutare tutte le alternative strategiche". Nel frattempo Thorsten Heins, presidente e amministratore delegato, rimane in sella e fa sapere che tutti i cambiamenti decisi sono "difficili ma necessari". "In futuro abbiamo intenzione di rifocalizzare la nostra offerta end-to-end di hardware, software e servizi per gli utenti enterprise e i professionisti. Questo ci pone esattamente in target con i clienti che hanno contribuito a rendere BlackBerry un marchio leader per la sicurezza aziendale, la gestibilità e l'affidabilità".

###old2205###old

Insomma, BlackBerry ritratta tutto quello che ha fatto nell'ultimo anno, con una strategia più aperta perché c'era il timore – fondato – che i prodotti cosiddetti consumer sarebbero entrati nelle imprese e nei governi. Non è ancora chiaro come sarà attuato questo ennesimo cambiamento, ma non ci convince. In un mondo in cui nelle aziende canadese prende piede il cosiddetto BYOD – Bring your own device – il produttore si arrocca nel proprio fortino di cartapesta. Sembra l'ultima disperata mossa prima della resa, anche se a guardar bene tutta l'operazione potrebbe essere il viatico per un'acquisizione.

Oggi BlackBerry è un'azienda con un indirizzo a cavallo tra due mondi. Focalizzandosi su un settore, e soprattutto spazzando via metà del personale, si rende più appetibile per quelle realtà che hanno bisogno di crescere nel settore mobile. Si è fatto spesso il nome di Lenovo, ma un po' tutti potrebbero mettere qualche miliardo sul tavolo per un'acquisizione. Ecco, speriamo davvero sia questa la strategia, perché BlackBerry è come una macchina lanciata su un'autostrada, pronta a imboccare l'uscita che la permetterà di proseguire nel viaggio. Il problema è che imboccando la strada sbagliata non sarà più possibile tornare indietro.