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E dopo Google/YouTube che faranno gli altri?

La competizione nel segmento del video-sharing online è stata sconvolta dall'ultima acquisizione di Google. Gli 1.65 miliardi di dollari spesi per YouTube, secondo la maggior parte degli analisti, si dimostreranno un ottimo investimento. L'apprezzata piattaforma, attualmente, vanta una share nel settore video del 45%, molto di più di quanto facciano gli altri quattro competitor diretti. A questo punto che cosa potranno mai escogitare Microsoft o Yahoo?

"Non credo vi possa essere un'unica soluzione al problema. Tanto più che non ci sono altre piattaforme acquisibili così rodate. Credo che l'unico modo per andare avanti sarà quello di investire copiosamente sulle soluzioni già avviate", ha dichiarato Troy Mastin, analista di William Blair & Co. Concorda Danny Sullivan, editore di Search Engine Watch. "Non ho idea di che cosa possano acquistare gli altri. Sia Microsoft che Yahoo cercheranno di rafforzare, più che altro, le loro creature".

Già, perché Google è lì che domina, economicamente, la vetta non solo con YouTube, ma anche con gli introiti pubblicitari provenienti da MySpace, di proprietà News Corp, che si posiziona al secondo posto del ranking con il 20%. Al terzo posto vi è Google Video, con il 10%, che continuerà a vivere a prescindere dalla recente acquisizione. Poi Yahoo Video e MSN Video con il 6%. Il tutto in base alle analisi pubblicate da Hitwise.

Yahoo ha deciso di non commentare i recenti accadimenti, mentre Microsoft ha ribadito la sua intenzione di giocare tutto su Soapbox on MSN video, lanciato lo scorso mese. "Microsoft molti mesi fa aveva valutato l'acquisizione di YouTube, ma poi ha deciso di concentrarsi nell'implementazione di nuovi soluzioni per migliorare l'integrazione del suo prodotto con i suoi attuali servizi. Di fatto stiamo parlando di un audience Microsoft potenziale di 465 milioni di consumatori", ha confermato un portavoce dell'azienda di Redmond. "Soapbox si dimostrerà vincente e certamente con un miglior rapporto costo/benefici".

Microsoft si è comunque concessa un aiutino. Pochi giorni fa ha siglato, infatti, un accordo con Blinkx per integrare il suo sistema di ricerca video nel circuito MSN e Live.com.

Ma la sfida è ormai anche in ambito tecnico. I data center di Google permetteranno un notevole abbassamento dei costi di banda di YouTube, senza contare l'adozione di filtri più sofisticati per individuare contenuti che violano il copyright."Le infrastrutture che abbassano i costi permettono di monettizare ulteriormente. Praticamente un vantaggio in più senza spese consistenti ", ha dichiarato Stephen Arnold, autore di The Google Legacy.

Non bisogna, inoltre, dimenticare che la febbre da acquisizione ha contagiato tutti. I piccoli portali, come Revver.com, sperano di rientrare nella partita. Sony, lo scorso agosto, ha acquistato per 65 milioni dgooglei dollari Grouper, una società non-profit che detiene l'1% di share del mercato. I listini sono alle stelle: dopo tanti miliardi di dollari spesi per YouTube, anche una formichina adesso può vantare quotazioni più alte.

"Non escludo che aziende come Guba e Reveer possano essere acquistare come reazione agli eventi" ha sottolineato Josh Martin, analista di Yankee Group.

"Nessuno cederà tutta la torta a Google. Anzi, assisteremo ad una corsa sfrenata per accaparrarsi ciò che è rimasto di tool o serbatoi di audience in giro", ha aggiunto Greg Kostello, CEO del sito di video-sharing vMix. "Questa è la prima volta nella storia che le persone possono riprendere, editare e distribuire i video in piena libertà. Il video è il più forte mass media che esista. Il CEO di Google ha dichiarato che continuerà ad attuare nuove acquisizioni, quindi non è finita. Siamo ancora all'inizio di questa nuova era".