e-Gov

Edward Snowden contro Facebook, Amazon e Google: “abusano dei dati degli utenti”

Edward Snowden, passato alla storia per aver divulgato informazioni sensibili della NSA (National Security Agency), raccolte mentre lavorava come analista per la CIA, è intervenuto in videoconferenza (dal 2013 è rifugiato politico in Russia) al Web Summit di Lisbona, dove non ha mancato di rivolgere accuse e critiche pesanti ai colossi dell’hi-tech come Facebook, Amazon e Google, tutti accusati di essere basati su un modello di business che abusa della raccolta dei dati sensibili degli utenti, e di essere così complici della sorveglianza di massa, come del resto già emerso dai documenti da lui rivelati.

Snowden si è detto comunque ottimista per il futuro, essendo convinto che le persone stiano diventando sempre più consapevoli di questo atteggiamento predatorio nei confronti dei propri dati, sia da parte delle aziende private che dei governi nazionali. A tal proposito Snowden non ha risparmiato critiche nemmeno all’Europa e al suo GDPR, da molti considerato invece un esempio di normativa rigorosa a protezione dei dati degli utenti.

Per Snowden però il problema è proprio di fondo, in quanto il focus non dovrebbe essere sulla protezione, ma sulla raccolta dei dati. ‎”Regolamentare la protezione dei dati presuppone comunque che la raccolta dei dati sia legittima, appropriata e che non rappresenti una minaccia o un pericolo, che va bene spiare tutti sempre, che siano utenti o cittadini, purché la cosa non si sappia”, ha infatti commentato.

‎Quando governi e aziende iniziano a collaborare si crea una concentrazione di potere che produce un livello di controllo e di influenza tali da doverci far interrogare sul rapporto tra costi e benefici. ‎”Se si crea un potere irresistibile, che sia detenuto da Facebook o da qualsiasi governo, la domanda è, come si può controllare l’espressione di tale potere quando viene utilizzato contro il pubblico, piuttosto che a suo favore?”. “Noi stessi siamo l’unica cosa in grado di proteggerci”, ha quindi concluso, auspicando un ripensamento della rete e dei servizi che richiedano di condividere meno dati.

Un problema vasto e articolato, dalla cui risoluzione nessuno dovrebbe e potrebbe chiamarsi fuori, dai provider ai colossi del Web, fino a legislatori e politici, che spesso trovano invece più facile e comodo rinunciare a trovare soluzioni in grado di contemperare le esigenze di tutti, accontentandosi di farsi belli agli occhi dell’opinione pubblica scaricando le responsabilità su chi alla fine esercita un business, purtroppo, legittimo negli spazi di legalità che gli sono stati concessi.

Errore di Sistema è il titolo del libro di memorie di Edward Snowden, in cui l’ex analista CIA ricostruisce la sua verità e spiega le sue ragioni etiche e morali.