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Spazio e Scienze

Electron è il razzo che costa poco e funziona

È decollato con successo dalla Nuova Zelanda il razzo Rocket Lab Electron che ha consegnato in orbita 3 mini satelliti. I lanci con questo vettore economico costeranno solo 5 milioni di dollari.

Che cosa ne dite di un razzo che è realizzato con la stampa 3D? Non è il prossimo giocattolo per i vostri figli o per i bambini cresciuti, è un vettore a tutti gli effetti, capace di trasportare piccoli carichi nello Spazio.

L'idea è stata dell'azienda Rocket Lab che ha progettato Electron, un piccolo razzo che domenica scorsa ha preso il volo dalla Nuova Zelanda portando in orbita tre satelliti, ciascuno non più grande di una scatola da scarpe, che mapperanno la superficie terrestre e monitoreranno i sistemi meteorologici. Si è trattato del secondo volo del razzo Electron: il primo, a maggio, aveva raggiunto lo Spazio ma non era riuscito a raggiungere l'orbita terrestre bassa a causa di un guasto tecnico.

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Crediti: Rocket Lab via Twitter

Il motivo di tanto interesse attorno a questa missione è che tutte le aziende private impegnate nel settore aerospaziale cercano di abbassare i prezzi dei lanci in orbita per essere concorrenziali. SpaceX ha proposto con successo i razzi riutilizzabili, come il Falcon 9; Rocket Lab ha scelto di battere una pista che potrebbe rivoluzionare una nicchia (nemmeno troppo piccola) del settore, ossia quella del lancio di mini satelliti.

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Il razzo Electron è usa e getta, è realizzato in materiale composito di fibre di carbonio e dispone di motori stampati in 3D per ridurre i costi e i tempi di assemblaggio. È lungo 17 metri (circa un quarto del Falcon 9 di SpaceX), e può trasportare in orbita satelliti delle dimensioni massime di un van. Grazie a queste soluzioni ciascun lancio di Rocket Lab costa circa 5 milioni di dollari, contro i 62 milioni di dollari stimati per un lancio di SpaceX.

Bastano questi pochi dati per capire come gli esperti del settore abbiano adocchiato l'idea di Rocket Lab come un'opportunità capace di tagliare drasticamente i costi di accesso allo Spazio.

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Crediti: Rocket Lab via Twitter

Il razzo fra l'altro è stato lanciato da una rampa costruita all'interno di una fattoria di 8.000 acri popolata da pecore e bovini, sulla pittoresca penisola di Mahia, al Nord della Nuova Zelanda, sganciandosi dai vincoli economici e organizzativi imposti dagli spazioporti istituzionali. Brad Tucker, astrofisico presso la Australian National University, ha commentato che "una società privata che lancia satelliti multipli dalla propria rampa privata è tecnicamente un primato mondiale. […] fino ad ora le agenzie governative o i gruppi privati ​​hanno utilizzato le infrastrutture governative".

Il lancio stesso è stato un successo, perché la consegna del payload è avvenuta con successo.

Rocket Lab via Twitter parla dell'inizio di una nuova era nell'accessibilità allo Spazio, in cui i giochi non sono più in mano ai governi ma alle aziende commerciali.   Gli fa eco Tucker, secondo cui quanto accaduto "è un altro segno che le aziende private stanno diventando una forza sempre più grande nel settore spaziale" e che maggiore è il loro numero, più i lanci di satelliti in orbita saranno più economici e veloci, riducendo il costo dei nuovi prodotti e delle tecnologie al servizio dei consumatori. 

Rocket Lab sta pianificando un terzo volo di prova nel corso di quest'anno, in una data ancora da definirsi. È da precisare che si tratta ancora di voli di prova, ma sono molti i fornitori di servizi satellitari disposti a rischiare i propri prodotti facendoli decollare su razzi di prova sia per i prezzi convenienti, sia perché spesso la lista d'attesa per i lanci è molto lunga e causa essa stessa delle perdite sul piano economico.

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Crediti: Rocket Lab via Twitter

Proprio sulle liste d'attesa Rocket Lab può beneficiare anche di un altro vantaggio notevole: dalla sua postazione fuori dall'ordinario è autorizzata ad effettuare un lancio ogni 72 ore dato che l'area è esente da traffico aereo e marittimo. La fattoria neozelandese quindi non è stata una scelta casuale, come ha spiegato Peter Beck, fondatore e amministratore delegato di Rocket Lab: "la frequenza è un elemento chiave, e per raggiungerla la scelta del sito di lancio è strategica".

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Crediti: Rocket Lab via Twitter

Beck quindi non ha lasciato nulla al caso: ha fondato l'azienda nel 2008 ad Auckland, nel 2013 ha trasferito la sede legale negli Stati Uniti per poter accedere ai finanziamenti e garantire che i suoi razzi siano conformi ai regolamenti statunitensi. Ha incassato fra gli altri finanziamenti da 200 milioni di dollari da società del calibro di Lockheed Martin e Bessemer Venture Parners. Quando si dice avere le idee chiare.


Tom's Consiglia

L'Electron di Rocket Lab è un razzo vero. Se volete dilettarvi con un giocattolo costruitevi il modellino in scala 1:144 del mitico Apollo Saturn V.