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Elusione fiscale europea: ecco il mega leak per stanarli tutti

28 mila pagine di dossier dedicate al tax ruling tra Lussemburgo e 300 società di tutto il mondo svelano i segreti dell'elusione fiscale.

In Lussemburgo c'è un buco nero fiscale che smaterializza tutti quei miliardi di euro che le multinazionali statunitensi, i colossi europei e molte società italiane dovrebbero pagare alle Agenzie delle entrate comunitarie. Lo svela oggi L'Espresso, e altre 26 testate di tutto il mondo, in un lungo e dettagliato articolo frutto di un'indagine portata avanti dal network giornalistico americano The International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ).

Il tema è quello del cosiddetto "tax ruling" – nello specifico advanced tax agreement (ATA), ovvero gli accordi tra il Granducato e le imprese che consentono, secondo gli esperti in materia, di attuare un'efficiente elusione fiscale. In ambito hi-tech i nomi più eclatanti sono quelli di Amazon, Apple, Finmeccanica, Hutchinson, Tele2, Verizon e Vodafone. Per consultare la lista completa di ogni settore è sufficiente accedere al sito ufficiale di ICIJ. Tante anche le aziende italiane, soprattutto banche.

Il Buco Nero

"Sono 28 mila pagine di dossier confidenziali che descrivono gli accordi siglati da oltre 300 società di tutto il mondo, tra cui molte italiane, con le autorità lussemburghesi", si legge su L'Espresso. "Grazie a queste intese, il peso delle tasse è stato ridotto in misura sostanziale, se non azzerato".

Il mega-dossier si deve a Pricewaterhouse (Pwc), il colosso della revisione di bilancio che ha assistito le aziende nei negoziati con la burocrazia lussemburghese. "I risultati della consulenza sono stati eccezionali, almeno dal punto di vista delle multinazionali coinvolte che sono riuscite a schivare gran parte delle imposte sia nel Paese d'origine sia nel Granducato", puntualizza oggi La Repubblica. "Tutto questo grazie a sofisticate architetture societarie, tra prestiti infragruppo e complessi strumenti finanziari".

Il portale dei leak di ICIJ

Da rilevare che il confine tra elusione ed evasione fiscale diventa sempre più labile e si presta a interpretazioni poiché formalmente è difficile dimostrare che le norme siano state violate – dato che i governi stessi appaiono sempre di più coinvolti. È il caso ad esempio dell'Irlanda, sotto accusa per aver fornito presunti "aiuti di Stato" a Apple.

Lo scandalo è di portata epocale non solo perché Bruxelles e i vari governi comunitari sono diventati sensibili all'argomento, ma anche perché l'attuale presidente della Commissione UE, Jean Claude Juncker, è stato primo ministro del Lussemburgo negli ultimi 18 anni.

"L'affermazione dei socialisti francesi che io favorisco attivamente l’evasione fiscale è un insulto contro il mio Paese e la mia persona", aveva tuonato a marzo sul settimanale tedesco Der Spiegel.

Non resta che attendere gli sviluppi e le eventuali indagini uffficiali.