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Spazio e Scienze

Encelado come non l’avete mai visto, ecco le foto di Cassini

Ecco le immagini scattate dalla sonda Cassini nel flyby del 14 ottobre sulla luna ghiacciata di Saturno Encelado.

Il 14 ottobre la sonda spaziale Cassini ha iniziato una serie di passaggi ravvicinati su Encelado, la luna ghiacciata di Saturno a cui gli scienziati riconoscono una rilevante importanza scientifica. Le prime immagini erano attese per oggi e la NASA non ha deluso: sul suo sito sono arrivate foto in alta risoluzione che fanno venire i brividi e ci offrono uno scorcio di panorama extraterrestre suggestivo.

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Le immagini che vi proponiamo sono state registrate nel corso del primo dei tre flybly in programma entro fine anno. Il controllo missione ha fatto sapere che Cassini sta continuando a trasmettere dati e foto, che arriveranno nel corso dei prossimi giorni. Intanto però rifatevi gli occhi sui primi e memorabili scatti.

Leggi anche: Campioni dall'oceano extraterrestre di Encelado: ecco il progetto per portarli sulla Terra

Fratture al polo

Dalle immagini scattate in precedenza dalla missione Voyager gli scienziati si aspettavano di vedere una superficie molto segnata dai crateri, però quelle foto erano in bassa risoluzione mentre quelle di Cassini sono in alta risoluzione e scattate in migliori condizioni di luminosità. "Le regioni al nord sono segnate da una sottile ragnatela di crepe fra i crateri" ha spiegato Paul Helfenstein del gruppo di Cassini. "Queste sottili fratture sono diffuse su Encelado, e adesso possiamo vedere che si estendono su tutti i territori del nord."

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Image Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

La vista complessiva (l'immagine sopra) è stata scattata da una distanza di circa 6.000 chilometri da un'angolazione di 8 gradi e la scala è di 1 pixel ogni 333 metri. Questa immagine si affianca a quella più in dettaglio (sotto) ripresa con la narrow-angle camera di Cassini nello spettro visibile del verde, da una distanza di 6mila chilometri. La scala in questo caso è di 1 pixel ogni 35 metri.

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Image Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Il pupazzo di neve

Fra le immagini che stano solleticando la curiosità maggiore c'è questo trio di crateri ravvicinati, sempre nelle latitudini settentrionali. Anche in questo caso sono visibili delle piccole fratture che segnano una figura che assomiglia a un pupazzo di neve.

L'immagine è stata scattata con la narrow-angle camera di Cassini alla distanza di circa 10.000 chilometri dalla superficie della luna ghiacciata, usando un filtro spettrale che ammette preferenzialmente lunghezze d'onda della luce ultravioletta a 338 nanometri. La scala è di 1 pixel ogni 60 metri.

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Image Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Le immagini viste fino a qui sono state rielaborate dalla NASA, molte altre non lo sono ancora, ma le trovate nella galleria di questa pagina: sono molto belle ugualmente, quindi vi consigliamo di sfogliarle. Per la descrizione dettagliata di ciascuna foto vi rimandiamo alla pagina ufficiale NASA.

I prossimi flyby

Se questo passaggio di Cassini vi ha appassionato, sappiate che l'incontro clou con Encelado è fissato per il 28 ottobre prossimo, data in cui la sonda spaziale passerà a soli 49 chilometri dal polo sud, la regione da cui fuoriescono i pennacchi di vapore provenienti dall'oceano sommerso di Encelado: sarà un passaggio storico.

Sarà proprio in questa occasione che Cassini attraverserà i pennacchi e potrà analizzare meglio la composizione della materia che fuoriesce dall'oceano sotto alla crosta ghiacciata. Gli scienziati responsabili della missione sperano che i dati forniscano le prove dell'attività idrotermale che si svolge nell'oceano, oltre a maggiori dettagli circa la composizione chimica dell'oceano stesso – entrambe i dettagli si riallacciano alla potenziale abitabilità di Encelado.

L'ultimo flyby in programma sarà quello del 19 dicembre, quando Cassini farà un terzo passaggio da una distanza di 4.999 chilometri. Ricordiamo che Cassini (originariamente Cassini-Huygens, poi ribattezzata Cassini Solstice) è stata lanciata nello Spazio il 15 ottobre 1997 e dovrebbe terminare la missione nel 2017.