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Equo compenso, Samsung beffa SIAE e aumenta i prezzi

Cosa farà la SIAE adesso? Una domanda che sorge spontanea, visto che anche Samsung, dopo Apple, ha deciso di aggiornare i listini dei prodotti in virtù delle nuove tariffe dell'equo compenso stabilite dal decreto Franceschini. Abbiamo ottenuto la conferma dei rincari da diversi rivenditori, che hanno ricevuto una nota ufficiale dal colosso asiatico nelle scorse ore. Saranno sempre di meno i prezzi ottici (ovvero quelli che finiscono con 99). Tutto pur di non farsi carico del contributo per la copia privata, e c'è da pensare che altre aziende potrebbero seguire la linea tracciata dai due giganti dell'hi-tech.

Chiedersi come reagiranno Gino Paoli, presidente della Siae e soci, è logico, anzi doveroso. La Società Italiana degli Autori ed Editori, nei giorni scorsi, si è resa protagonista di una rappresaglia (del tutto inefficace, anzi dannosa) contro Apple: un viaggio a Nizza per comprare più di venti iPhone, a prezzi inferiori a quelli italiani, per poi regalarli a degli studenti.

Una reazione atipica, dato che i soldi (nostri) sono finiti comunque nelle casse dell'azienda statunitense. Apple aveva immediatamente aumentato i prezzi di iPhone e iPad scaricando i costi dell'equo compenso sui propri clienti. Una scelta non felice dal punto di vista dei consumatori, ma lecita, a cui la SIAE ha reagito in modo scomposto.

Ora che anche Samsung ha deciso di "copiare Apple" (che comunque ha deciso di farsi carico dell'equo compenso con i nuovi MacBook), che si fa? Preparatevi a rincari su tantissimi prodotti, di fascia alta e bassa: il colosso sudcoreano non realizza solo smartphone e tablet, ma anche TV, hard disk e altri dispositivi, tra cui soluzioni audio e video.

Il Galaxy S5, a seconda della memoria, costerà almeno 4 euro in più, più IVA. Lo stesso varrà anche per  prodotti più modesti ma con tanta memoria. Certo non tutte le categorie di dispositivi vedranno aumentare i listini – anzi ci saranno anche dei cali – ma Samsung evidenzia come tutta la vicenda sia nata da presupposti fallaci, applicata male e gestita peggio. Una situazione fantozziana.

E ora il direttore generale di SIAE, Gaetano Blandini, che per sfidare Apple ha addentato una mela gialla, cosa morderà? I dentisti si tengano pronti.