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Esperimento: decifrare una password usando la scheda grafica

Pagina 1: Esperimento: decifrare una password usando la scheda grafica

Introduzione

È difficile ricordarsi tutte le password che usiamo su Internet o al computer. Spesso ne usiamo di differenti in base al sito. Quando le dimentichiamo, è abbastanza semplice recuperarle. Che si tratti della vostra email o del conto bancario, il processo di recupero online è generalmente indolore. Solitamente c’è un link che vi mette sulla pista giusta.

Se invece si tratta di un file locale protetto, recuperare una password smarrita può essere un bel problema. È capitato anche a noi, con un vecchio file compresso e protetto con WinZip. Ecco una situazione in cui un metodo per recuperare la password di un documento può tornare utile.

Ci sono tanti modi di proteggere i dati. TrueCrypt per esempio è uno dei più apprezzati e potenti, ma l’uso di archivi compressi protetti è probabilmente la più semplice e veloce.

Se siete paranoici, probabilmente cercherete di usare lo schema di codifica più resistente possibile. In generale i più attenti scelgono quindi i protocolli di codifica più resistenti – quindi l’AES 256 invece dell’AES 128 – nella convinzione che sia più difficile da oltrepassare.

Pensate alla codifica come una grande camera blindata o cassaforte, la cui sicurezza dipende soprattutto dalla qualità del “lucchetto” che chiude la spessa porta. Questo è il ruolo della password, che rappresenta la chiave per aprire la serratura. Più lunga e complessa è la password, più complicato sarà creare una copia illegittima della chiave.

La maggior parte delle persone è convinta che una password di otto caratteri sia abbastanza buona per tenere in scacco gli hacker. Un’affermazione valida in senso generale, ma non del tutto veritiera, come vedremo.