Sicurezza

Esplosivo sottopelle per sfuggire ai controlli aeroportuali

Mancavano solo gli ordigni esplosivi sottopelle per ravvivare l'estate. Difficile da credere che possano esistere, eppure Washington ha già segnalato il rischio a tutti i paesi amici. Ecco il motivo dei controlli aggiuntivi scattati recentemente negli aeroporti di Londra.

Si parla di un micro-ordigno trapiantato sottopelle, pare in dotazione ad almeno due organizzazioni terroristiche basate in Siria. "La minaccia è di tipo nuovo ed è più paurosa di altri tentativi fatti in passato", ha dichiarato un funzionario dei servizi di sicurezza americani alla ABC.

Hand swab usato dalla TSA

In pratica un gruppo di sviluppatori avrebbe realizzato un esplosivo senza metallo, che sarebbe in grado di sfuggire sia ai metal-detector che alle perquisizioni corporali. I dettagli al riguardo sono ancora pochi e non è chiaro se questi nuovi ordigni siano anche invisibili agli sniffer in dotazione a molti aeroporti – una sorta di annusatori elettronici per droga ed esplosivi.  

L'Homeland Security ha richiesto l'introduzione di "misure di sicurezza rafforzate negli scali dove arrivano passeggeri stranieri in voli non-stop per gli Stati Uniti". Si pensi ad esempio a New York, Atlanta, Chicago, Houston e Los Angeles. Non meno importante la decisione di reintrodurre, in futuro, gli agenti in borghese a bordo dei voli statunitensi.

Il profilo del potenziale attentatore secondo gli esperti oggi coincide con quello del cittadino occidentale, provvisto di un passaporto che non dà nell'occhio, magari formatosi nelle milizie jihadiste vicine ad Al Qaeda in Siria, in Iraq o nello Yemen.

Puro allarmismo? Difficile da valutare anche perché i tentativi di atti terroristici "creativi" dopo l'11 settembre 2011 non sono mancati. È sufficiente ricordare le scarpe esplosive del britannico Richard Reid, le finte bevande gassate di Abdulla Ahmed Ali, Assad Sarwar e Tanvir Hussain, le mutande di Umar Farouk Abdulmutallab e le cartucce per stampanti di Ibrahim Hassan al-Asiri.

Già, proprio Ibrahim Hassan al-Asiri sembrerebbe essere diventato l'Archimede dell'esplosivo "invisibile".