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Essere anonimi online è impossibile, lasciate perdere

Essere anonimi è ormai impossibile, tanto in Rete quanto offline. A stabilirlo l'enorme quantità di dati che produciamo ogni giorno, che la scienza dei "big data" può unire ed elaborare per tracciare profili e un'identità uniche. L'anonimato in altre parole è diventato "algoritmicamente impossibile", come sostiene Arvind Narayanan della Princeton University.

Dati di ogni genere: riprese con telecamere, riconoscimento facciale, spese con la carta di credito, iscrizioni a siti web, uso dei social network, posizione GPS dello smartphone (già redditizia di per sé), chiamate telefoniche, consumi domestici. Di tutto e di più, perché la privacy un valore che si può vendere.

Basta una maschera per essere anonimi?

Esistono poi società specializzate nel commercio di dati (data broker), le cui attività si stanno progressivamente fondendo con quelle di Facebook, Google, Apple, Amazon, Microsoft o simili. Facebook, per esempio, ha stretto accordi con diversi data broker negli ultimi mesi, e le informazioni a loro disposizione si sono fuse in un unico database.

Secondo Narayanan è possibile determinare per ogni profilo anonimo un'identità vera e propria, e a parte i veri e propri eremiti, nessuno potrebbe nascondersi. Con abbastanza dati a disposizione si possono persino fare previsioni sul futuro di una singola persona, come hanno dimostrato (PDF) l'anno scorso Adam Sadilek (Università di Rochester) e John Krumm (Microsoft).

Se qualcuno vuole sapere chi siamo, cosa facciamo, quando saremo in un certo posto, non ha che da investire per farlo. Una prospettiva da brivido per molti: tanto per chi davvero trova nell'anonimato uno strumento per proteggere la propria vita quanto per chi ne approfitta per sfogare online rabbia e frustrazioni. A pensarci bene, però, anche per i peggiori troll perdere l'anonimato significherebbe rischiare grosso.