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Eutanasia del monopolio SIAE, la prima reazione è scomposta

La fine del monopolio SIAE sul mercato dell'intermediazione dei diritti d'autore avverrà probabilmente nel 2016. Ieri il Senato ha approvato un ordine del giorno ad hoc che impegna il Governo ad intervenire sulla questione. Ce l'hanno chiesto Bruxelles (Direttiva europea 26/2014/UE) e l'Antitrust.

Come sottolinea l'avvocato Guido Scorza su L'Espresso, il varo dello specifico Decreto legislativo "gli autori ed editori italiani saranno definitivamente liberi di scegliere a chi affidarsi per l’intermediazione dei loro diritti".

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Nulla di particolarmente rivoluzionario se si considerano i nostri cugini europei, ma a dir poco epocale per l'Italia che nella SIAE ha un simbolo di anacronistica polverosità.

"Un passo lungo ed importante, benché arrivi con un enorme ritardo, verso il futuro ma, soprattutto, verso la libertà di autori ed editori di scegliere sul mercato europeo e su quello nazionale che inizia a nascere la soluzione più adatta a gestire ed intermediare i propri diritti", scrive Scorza.

google siae
Brand bidding e keyword insertion

L'intera vicenda è accompagnata da una nota di colore che in qualche modo conferma lo "stile" SIAE. Arcangelo Rociola e Alessandro Frau, sulle pagine di StartupItalia!, raccontano di come SIAE sia attuando sfacciatamente su Google una strategia di brand bidding e keyword insertion. In pratica digitando nella stringa di ricerca del motore il termine "Soundreef" – la startup che si candida come alternativa a SIAE – il primo risultato a pagamento è proprio SIAE.

Nel link sponsorizzato si legge "Dalla parte di chi crea – SIAE Tutela i diritti di tutti". Non è una pratica illegale ma certamente discutibile, secondo gli esperti. Per altro di solito sono gli outsider a cercare di sfruttare questa opportunità, non certo i grandi.

"SIAE ha avviato una campagna Google Adwords con centinaia di keyword diverse, tra le quali ha ritenuto opportuno inserire anche Soundreef e Patamu, al fine di informare su SIAE e i servizi che offre ai propri associati coloro che fanno ricerche in tema di diritto d’autore", si è giustificata SIAE.