Spazio e Scienze

ExoMars, nessun segnale da Schiaparelli, cos’è successo?

I sette minuti di terrore sono diventati ore, e alle 22 non ci sono ancora segnali provenienti dal lander europeo Schiaparelli sganciatosi il 16 ottobre scorso dalla sonda Trace Gas Orbiter della missione ExoMars 2016. Come sa bene chi ha seguito con noi la diretta dell'ESA, alle 16:42 il lander è entrato nell'atmosfera marziana. Da quel momento tuttora si conosce solo quello che avrebbe dovuto accadere, secondo la sequenza temporale di istruzioni che erano state precaricate nella memoria del lander a tempo debito.

In linea teorica Schiaparelli avrebbe dovuto posarsi sul suolo di Marte alle 16:48, ma al momento non sappiamo come siano andate davvero le cose. Gli orbiter attorno a Marte non sono finora riusciti ad agganciare il segnale del lander, il che apre diversi scenari fra cui uno ottimistico (c'è stato un contrattempo nelle comunicazioni, che verranno ristabilite) e il peggiore di tutti, ossia che Schiaparelli non sia sopravvissuto per motivi tutti da indagare.

ESA ha tentato di raccogliere i dati con l'orbiter TGO, con la sonda Mars Express e con MRO, ma al momento nulla sembra essere servito. A quanto spiegato all'agenzia ANSA da Paolo Ferri, direttore delle operazioni di volo di ESA, il segnale è stato ricevuto correttamente dal radiotelescopio Giant Metrewave Radio Telescope di Pune, in India, "ma si è interrotto verso la fine. Rispetto ai tempi previsti, questo è accaduto nella fase finale, quando mancava un po' meno di un minuto al momento dell'arrivo sul suolo". Insomma quando il lander avrebbe dovuto usare i propulsori di frenata per attutire l'impatto con il suolo.

Cos'è successo?

Secondo Ferri "potrebbe essere successo di tutto", ma la delusione generale non significa necessariamente che Schiaparelli sia irrimediabilmente perso. "Le notizie che abbiamo finora non vogliono dire nulla ancora sull'esito dell'atterraggio", e le ipotesi sul tavolo sono diverse.

La prima è che si sia verificato un problema al computer di bordo. In questo caso si potrebbe fare affidamento su MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) per inviare a Schiaparelli un segnale di reset, forse sufficiente per ristabilire le comunicazioni. Un'ipotesi che dalle stesse fonti ESA ha remote speranze di riuscita, ma è meglio di niente.

L'idea alternativa – sempre in ambito ottimistico – è che si sia verificato un problema con il cambio di antenna programmato dopo l'atterraggio. Quella peggiore è che i retrorazzi non si siano attivati, con quello che ne consegue.  

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Poco prima delle 22 ESA ha congedato via social tutti coloro che stavano aspettando aggiornamenti e ha rinnovato l'appuntamento a domani mattina alle 10, quando ci sarà una conferenza in cui saranno diffusi maggiori dettagli. Per gli scienziati europei e italiani si preannuncia una notte intensa di lavoro, in cui saranno passati al setaccio tutti i dati finora raccolti e in cui si faranno tutti i tentativi possibili per cercare di ristabilire le comunicazioni.

In una nota ufficiale l'ESA informa che è stata pianificata una serie di finestre affinché gli orbiter al lavoro attorno a Marte possano captare eventuali segnali. Sono in allerta Mars Express dell'ESA, Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) e Mars Atmosphere & Volatile Evolution (MAVEN) della NASA. In più resta in ascolto il Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT). 

Se Schiaparelli fosse atterrato in maniera sicura, le sue batterie dovrebbero essere in grado di supportare le attività per un periodo compreso fra 3 e 10 giorni, offrendo molte occasioni per ristabilire le comunicazioni. Scrive ESA. 

Da parte nostra non possiamo che fare il tifo fino all'ultimo nella speranza di sentire, e potervi riferire, notizie positive. Il fatto che gran parte della tecnologia in gioco sia italiana è un aspetto per noi molto importante, così come le finalità di ExoMars 2016. Se l'esito delle operazioni di oggi fosse negativo, ExoMars 2020 potrebbe richiedere modifiche e accumulare ritardi, se non peggio, perché ricordiamo che quella in scena oggi era la prova generale per una missione molto più grande e importante.

Per fortuna non tutto è stato negativo, finora. Il Trace Gas Orbiter funziona benissimo, ha inviato a Terra la telemetria e tutto sta andando come da programma. La notizia al Centro di Controllo Missione è stata accolta con un applauso distensivo: in questo momento c'è bisogno di buone notizie, ci auguriamo che non sia l'ultima.