Spazio e Scienze

ExoMars: Schiaparelli schiantato per un errore di un secondo

Non è stato l'altimetro a far schiantare il lander Schiaparelli sulla superficie di Marte lo scorso 16 ottobre. Le indagini sono tutt'altro che concluse, ma da ESA ieri sono arrivate nuove informazioni concrete sulle cause dello schianto di Schiaparelli a oltre 300 chilometri all'ora. Colpa dell'IMU (che non è la tassa sugli immobili).

Sappiamo che gli esperti dell'Agenzia Spaziale Europea stanno passando al setaccio tutti i dati comunicati sia dal lander sia dall'orbiter, e una prima certezza è che l'altimetro – su cui si concentravano i sospetti inizialmente – ha invece funzionato come da programma durante tutta la fase di discesa.

 

Ad avere causato lo schianto invece sembra essere stato l'IMU (Inertial Measurement Unit), che dopo l'apertura del paracadute è andato in saturazione per circa un secondo, mandando in tilt tutto il sistema di controllo. Per capire di che cosa si tratta, un esperto vicino alla missione ci ha spiegato che la Inertial Measument Unit è il cuore del sistema di navigazione, contiene giroscopi e accelerometri che misurano costantemente le accelerazioni angolari e lineari a cui è sottoposto lo spacecraft. Quindi misura direttamente imbardate, rollii, accelerazioni assiali e laterali.

exomars landing sequence

Da queste informazioni, integrando nel tempo, si derivano le velocità e la posizione nello spazio e l'assetto del satellite o sonda. Quello che è successo sul lander, come spiegato ieri dall'ESA, è che la IMU ha avuto una saturazione del segnale per circa un secondo; cioè per un lungo lasso di tempo ha rilevato un'accelerazione massima e fuori scala, ma fittizia, tanto da poter essere definita un "glitch".

Un errore che ha completamente disorientato i sistemi di bordo facendo credere di essere sotto al livello del suolo marziano proprio nel momento in cui avrebbe dovuto decidere cosa fare. Di conseguenza il sistema di controllo ha proceduto all'atterraggio secondo tutti i passaggi previsti, ma nel minor tempo possibile, rilasciando il paracadute in anticipo, accendendo e spegnendo subito i retrorazzi, e azionando tutti gli strumenti che avrebbero dovuto funzionare solo ad atterraggio avvenuto. Il problema è che tutto questo è avvenuto a 3,7 chilometri dal suolo, perfino più in alto di quanto si pensasse in un primo momento.

Il risultato lo conosciamo tutti.

Simulazioni al computer hanno confermato la dinamica, ma come accennato le indagini non sono terminate. Anche quella esposta in questo contenuto è una "conclusione molto preliminare delle indagini tecniche" come ha precisato David Parker, direttore della sezione Voli Abitati ed Esplorazione Robotica dell'ESA. Che arriva a pochi giorni dalle affermazioni al vetriolo del professore Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana, che ha puntato il dito contro alcuni test all'insegna del risparmio o del tutto cancellati.

Schiaparelli with parachute deployed

Nel corso di un'intervista Flamini da una parte scagionava la parte di programmazione software, dall'altra puntava il dito contro i "sensori che non hanno funzionato a dovere, dando al computer un'informazione sbagliata". Una tesi confermata dall'ultima ricostruzione degli eventi, anche se al momento non abbiamo elementi – per quello che ne sappiamo – per affermare oltre ogni dubbio che se fossero stati condotti i test a cui accennava Flamini l'atterraggio sarebbe sicuramente avvenuto senza problemi.

L'accusa punta direttamente il dito contro le decisioni intraprese dall'Agenzia Spaziale Europea – che finora non ha replicato – e che l'1-2 dicembre dovrà affrontare una riunione con i Ministri dei governi coinvolti (fra cui l'Italia) per garantirsi i finanziamenti per la seconda parte della missione, ExoMars 2020.

È in questa sede che la posizione espressa pubblicamente da Flamini potrebbe assumere una rilevanza altissima, dato che lo scienziato ha auspicato meno simulazioni al computer e più "test as you fly, ovvero effettuare test nelle condizioni il più vicino possibile a quelle che si troveranno nel momento in cui svolgerà l'attività", che costano molto di più, e che peserebbero quindi sulla bilancia del conto da presentare ai Ministri. Vi informeremo sull'esito delle consultazioni finanziarie.

Da parte nostra il sentimento – più che di critica – è costruttivo: auspichiamo che quanto accaduto a Schiaparelli sia d'insegnamento affinché non si ripetano più errori analoghi. Del resto sia la Scienza sia la storia dell'esplorazione spaziale sono disseminate di grandi errori che hanno portato a grandi successi.

Per questo sarà importante non solo l'ammontare dei finanziamenti, ma anche il contenuto della relazione definitiva sugli eventi del 16 ottobre, che arriverà "nei primi mesi del 2017" e sarà curata da una commissione d'inchiesta coordinata dall'Ispettore Generale dell'ESA.

Aggiornamento 28/11: l'Agenzia Spaziale Europea ha chiesto un finanziamento extra di 400 milioni di euro per completare la missione ExoMars.