Tom's Hardware Italia
e-Gov

Facebook, Amazon e Google, negli USA parte l’indagine per monopolio

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato le indagini su Amazon, Google e Facebook, per verificare se queste aziende abbiano ‎frenato l'innovazione, ostacolando illegalmente la concorrenza.

Amazon, Facebook e Google negli anni hanno instaurato un vero e proprio monopolio nel proprio settore, ostacolando illegalmente la concorrenza e soffocando così l’innovazione? In Europa sono in molti ad esserne convinti, anche tra i funzionari UE, ma i dubbi stanno emergendo anche negli Stati Uniti, dove il Dipartimento di Giustizia ha appena avviato delle indagini in merito.

In realtà la divisione antitrust del dipartimento non ha fatto nomi, limitandosi a parlare genericamente di aziende leader delle piattaforme online, che però non è che siano tantissime. ‎L’ipotesi è quella di un’eventuale multa o, in alternativa, l’imposizione di una modifica del modello di business, ma non vengono escluse nemmeno soluzioni più estreme, come il famoso “spezzatino”, già invocato anche da alcuni politici statunitensi.

‎Makan Delrahim, a‎ssistente procuratore generale della divisione antitrust del dipartimento ha detto che “senza una disciplina della concorrenza significativa basata su mercato, le piattaforme digitali possono agire in modi che non rispondono alle richieste dei consumatori”.

L’azione ha già avuto delle conseguenze: tutti e tre i colossi infatti hanno visto crollare in Borsa i propri titoli e questo proprio alla viglia dell’appuntamento da parte delle tre società, per svelare i dati finanziari del secondo trimestre dell’anno in corso. Fino ad ora delle tre, soltanto Google ha commentato, indirettamente, ricordando tramite un portavoce le dichiarazioni della scorsa settimana rese al Telegraph da ‎Adam Cohen, direttore delle politiche economiche, che aveva rivendicato con orgoglio il ruolo svolto nell’innovazione proprio da aprte del colosso di Mountain View. ‎”Abbiamo creato nuova concorrenza in molti settori, e nuove pressioni competitive spesso portano a preoccupazioni da parte dei rivali”.