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Facebook avrà un Consiglio di Sorveglianza indipendente per gestire ricorsi e non solo

Facebook ha avviato i lavori per dar vita a un Consiglio di Sorveglianza indipendente che si occuperà di ogni criticità, emergente sulla piattaforma social, legata a privacy, libertà di espressione, rispetto della persona e sicurezza. Inoltre sarà implementato un sistema che consenta agli utenti o qualsiasi altra entità di ricorrere nei confronti di azioni di censura, oscuramento o ogni altra iniziativa. Si pensi ad esempio a casi come quello che recentemente ha portato all’oscuramento di pagine di estrema destra.

“Le politiche sui contenuti che scriviamo e le decisioni che prendiamo ogni giorno sono importanti per le persone. Ecco perché dobbiamo sempre sforzarci di continuare a migliorare. Il Consiglio di sorveglianza renderà Facebook più responsabile e migliorerà il nostro processo decisionale. Questa carta è un passo fondamentale verso ciò che speriamo possa diventare un modello per il nostro settore”, ha dichiarato Nick Clegg, VP Affari globali e comunicazioni di Facebook.

Ieri Brett Harris, direttore della governance e degli affari globali, ha pubblicato un lungo post sul blog ufficiale che delinea il progetto e la struttura. Non vi sono ancora tutti i dettagli poiché è in via di definizione, ma si tratta a tutti gli effetti della prima “carta” di regolamento per il consiglio.

Il primo punto è che verrà definito un trust indipendente che affiancherà il consiglio e Facebook in ogni attività. Verranno selezionati 40 esperti che si confronteranno per le decisioni. La tempistica non è chiara ma il tavolo per i ricorsi sarà pronto entro la prima metà del 2020.

“Nei prossimi mesi continueremo a testare i nostri presupposti e a garantire la prontezza operativa del consiglio”, si legge nel post di Facebook. “Inoltre, ci concentreremo sull’acquisizione e la selezione dei membri del consiglio di amministrazione, finalizzando gli statuti che completeranno la carta e lavoreremo per far deliberare il consiglio di amministrazione sui suoi primi casi all’inizio del 2020. “Ci impegniamo a consultare esperti esterni in ogni fase e non vediamo l’ora di fornire ulteriori aggiornamenti sui nostri progressi”.