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Facebook condannata dai giudici, Nearby Places è stata copiata da un’app italiana

Quella della causa tra Business Competence, piccola azienda di Cassina de’ Pecchi, nell’hinterland milanese, e il colosso dei social network Facebook, è una di quelle storie su cui nessuno sommetterebbe una lira per l’eventuale happy end. Eppure oggi il Tribunale di Milano ha chiuso una diatriba che durava ormai dal 2013, dando ragione alla piccola PMI italiana: Facebook ha copiato il suo Nearby Places dall’app Faround e ora dovrà risarcire l’azienda italiana con 350mila euro, a cui vanno aggiunti 90mila euro di spese legali. Poca cosa direte, ma la sentenza crea un precedente importante.

Ma ricostruiamo i fatti. Nel 2012, nel pieno del boom dell’app economy, Business Competence ha un’intuizione con un grande potenziale: realizzare un’app in grado di consigliare locali e ristoranti nelle proprie immediate vicinanze. Le difficoltà non mancano per emergere in un mercato già allora affollato, ma dopo pochi mesi di vita gli sviluppatori milanesi hanno un colpo al cuore: Facebook ha lanciato Nearby Places, un’app che, guarda caso, serve proprio a suggerire le stesse cose. Solo che questa alle spalle ha un colosso e quindi si affermerà sicuramente molto più velocemente di Faround. È la fine.

Osservando meglio però gli sviluppatori di Business Competence si accorgono che non è solo l’idea a essere straordinariamente simile alla propria: nonostante enormi differenze nella grafica e nel design, Nearby Places funziona proprio alla stessa maniera. Insomma ci sono troppe similitudini per pensare a una semplice casualità. Detto fatto, i nostri sviluppatori non si spaventano dinanzi al colosso e danno mandato agli avvocati.

Tutti saremmo portati a pensare che Davide, dinanzi allo strapotere di Golia, abbia perso, invece, inaspettatamente, negli anni Facebook perde sia in primo grado che in appello e ora, a un anno di distanza dall’ultimo giudizio, il Tribunale ha anche quantificato la somma da pagare. Ovviamente non è finita qui. Un portavoce di Facebook ha infatti già fatto sapere che l’azienda, pur rispettando la sentenza, non è d’accordo e sta valutando le proprie opzioni legali. La battaglia quindi non è finita, ma se Business Competence dovesse veder confermate anche in cassazione le due sentenze precedenti, il segnale per i big del Web sarebbe forte e chiaro, a prescindere dall’importo.