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Facebook è ancora il cuore europeo della diffusione delle fake news politiche

‎Secondo uno studio effettuato da accademici dell’Università di Oxford sulla condivisione di notizie spazzatura sui social network, Facebook avrebbe ancora un ruolo di spicco, con le bufale che avrebbero la meglio in termini di diffusione sulle notizie più affidabili e professionali, raggiungendo addirittura quattro volte il loro volume di diffusione.

Lo studio, condotto dal Computational Propaganda Project dell’Oxford Internet Institute, è stato concepito per fornire risposta alle preoccupazioni riguardanti la diffusione online nel territorio dell’unione europea di false notizie di propaganda politica, prendendo in considerazione le discussioni riguardanti il periodo pre-elettorale, sia su Twitter che su Facebook, in Germania, Italia, Francia, Regno Unito, Spagna, Svezia e Polonia.

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I ricercatori hanno sottolineato come su Facebook ‎nonostante l’elevato numero di utenti che interagisce con contenuti mainstream, il grande seguito di cui godono gli editori tradizionali e l’ampiezza delle attività svolte attorno a questi contenuti, le fake news siano di gran lunga più lette, discusse e condivise, probabilmente a causa dell’uso di alcune tecniche di comunicazione come il clickbait (ovvero titoli fortemente a effetto che stravolgono un po’ il senso della news stessa forzandolo in direzioni diverse rispetto alla realtà delle cose), l’uso di un linguaggio fortemente emotivo e di insulti politici nei titoli.

“nonostante i siti specializzati nella produzione di fake news producano meno notizie rispetto ai siti ufficiali, le loro storie tendono a essere più coinvolgenti”, si legge nello studio. Guardando i dati ci sono delle sorprese. Ad esempio in Italia il rapporto di diffusione è di 1 a 3 in favore delle news affidabili, con 293 interazioni contro 797 e lo stesso, anche se con un rapporto leggermente più bilanciato, accade in Polonia, mentre la patria delle fake news è la Germania con un rapporto di 6:1 (1973 contro 315), seguita dal Regno Unito (4:1, 3199 contro 761).

In tutto questo Facebook non fa niente? In realtà il colosso aveva già annunciato una serie di provvedimenti, volti però soprattutto al controllo delle inserzioni pubblicitarie a sfondo politico, mentre non sembra ancora aver fatto nulla, o comuqnue molto poco, per controllare la diffusione di fake news, che sembrano invece essere il mezzo più utilizzato per cercare di influenzare l’andamento delle elezioni.