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Facebook e le campagne elettorali: è complicato

Per la prima volta gli utenti di Facebook sono in calo, ma ciò nonostante l'azienda ha rassicurato gli investitori e ha promesso un alto rendimento per prossimi mesi. Promesse che sono arrivate contestualmente al bilancio trimestrale, nel quale si evidenzia una crescita del fatturato del 47%.

I valori che Facebook può mettere sul tavolo sono il numero di iscritti (circa due miliardi), quello di utenti attivi (1,4 miliardi) e il tempo passato sulla piattaforma. Tutti questi numeri sono in calo, ma grazie alle modifiche messe in atto e a quelle in arrivo, Facebook ritiene di poter mantenere un'alta redditività. Una fiducia che non tutti condividono, e tra i detrattori ci sono anche voci autorevoli come quella di George Soros.

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"Voglio essere chiaro: il volano più importante per i nostri affari non è mai stato il tempo speso in sé stesso. È la qualità delle conversazioni e delle connessioni" ha affermato Mark Zuckerberg. Dichiarazione che ha aiutato il titolo a recuperare il valore perduto nelle ore precedenti.

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Le operazioni per ridurre la disinformazione possono essere, secondo la COO Sheryl Sandberg, "una nuova opportunità di monetizzazione". Nel frattempo il prezzo medio degli annunci è aumentato del 43% e Facebook non è più il posto dove spendere poco per la pubblicità.

I cambiamenti

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Facebook sta cambiando più del solito da qualche settimana a questa parte. L'obiettivo principale è naturalmente quello di mantenere e aumentare i profitti, ma per farlo l'azienda ha bisogno di realizzare un obiettivo funzionale: rispondere alle critiche e gestire l'enorme problema delle fake news. Obiettivi che Facebook cerca di perseguire con modifiche grandi e piccole.

Facebook ha cercato di ridurre la presenza di video virali e altri contenuti di bassa qualità, che pur piacciono a buona parte del pubblico. Questa è forse la scelta che più di tutte ha portato le persone a passare meno tempo sul social network, ma allo stesso tempo, pare, ha innalzato il valore degli altri contenuti. Si spera inoltre che possa alterare la percezione del pubblico rispetto alla piattaforma.

L'altra modifica importante è quella che porterà nel News Feed meno contenuti delle pagine e più post degli amici, come abbiamo avuto modo di vedere nei giorni scorsi. A questo si aggiungono nuovi prodotti come la piattaforma di streaming video sulla falsa riga di Twitch.

Parallele e non trascurabili, le iniziative mirate e ridurre l'incidenza di notizie false. Facebook sta mostrando avvisi agli utenti, suggerendo loro alcune buone pratiche per riconoscere una notizia falsa. Si è associata con esterni come Pagella Politica per un fact checking rigoroso, e con Fondazione Mondo Digitale per la formazione degli utenti stessi. È entrata a far parte del Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza sulle piattaforme digitali lanciato da AGCOM. E ha creato una piattaforma dedicata ai politici per garantire una migliore comunicazione. Con The Trust Project, saranno introdotti strumenti per valutare l'affidabilità di un editore.

Stanno modificando gli algoritmi, nella speranza di separare il grano dalla pula, vale a dire individuare le pagine di "bassa qualità" e ridurre i link verso di esse. Gli algoritmi dovranno anche cercare di riconoscere e ostacolare i titoli "acchiappa-click".

Le ragioni del cambiamento

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La pubblicazione del bilancio svela alcuni dettagli interessanti ma non racconta tutta la storia. Ci sono meno persone su Facebook ma ce ne sono di più su Whatsapp e Instagram. Facebook ha guadagnato più soldi e punta a crescere a ancora.

E poi c'è l'elefante nella stanza, vale a dire l'informazione. Si può essere tutti d'accordo nell'affermare che il pubblico usa Facebook per informarsi. Circolano notizie e articoli di ogni genere, pubblicati da pagine come quella di Tom's Hardware e poi condivisi dai propri contatti. Entrare nel social network, oggi, significa quasi certamente trovarsi davanti uno o due articoli almeno.

Informazione e soprattutto disinformazione, un tema che per Facebook è particolarmente delicato. Negli ultimi mesi, complici le elezioni USA e le promozioni di origine russa, Facebook è finita sotto i riflettori. Si ritiene che il social network sia un potente strumento di manipolazione. E più voci chiedono che siano applicate le stesse regole imposte agli editori.

Ma Zuckerberg non vuole nemmeno sentir parlare di essere equiparato a un editore né tantomeno di seguire le relative regole; ed è questo desiderio che va preso in considerazione nel valutare il cambiamento del newsfeed.

Zuckerberg non vuole sentirsi dire che la sua creatura è uno strumento per la manipolazione degli elettori, ma non vuole nemmeno che la prevenzione metta a rischio il fatturato. L'azienda è in una situazione molto complessa e sta tentando di salvare capra e cavoli: conservare l'immagine di un innocente rete sociale e allo stesso tempo fare più soldi con la circolazione di contenuti.  

Una complessità che esige cambiamenti rapidi e continui, e in questo il colosso non è diverso da una piccola azienda o da chiunque di noi. Cambiare o affondare e il leitmotiv della nostra epoca, e nessuno può ignorarlo.

Non è una missione facile, e nel mezzo ci siamo noi come elettori e il futuro politico di molti paesi in tutto il mondo. In Italia siamo vicini alle elezioni e per questo il nostro Paese in questo momento è un "sorvegliato speciale". Tutti guardano a Facebook per capire se e come si possano ripetere i fatti degli Stati Uniti, se qualcuno userà il social network per pilotare l'esito elettorale.

E Facebook, intanto, farà il possibile per mettersi al riparo da ogni possibile accusa e allo stesso tempo guadagnare il possibile dalla campagna elettorale. Non ci resta che osservare per capire come andrà a finire.