Sicurezza

Facebook e YouTube sono i nuovi regni dello spam

Uno studio realizzato da Nexgate, una impresa americana di sicurezza informatica, intitolato "State of Social Spam" mette in risalto che un'analisi di 60 milioni di messaggi di contenuto social, pubblicati su più di 25 milioni di account (per lo più di Facebook, Twitter e YouTube), ha svelato che nel primo semestre del 2013 c'è stato un incremento del 355% del cosiddetto "social spam", dove il 15% di questo messaggi contenevano URL che reindirizzano a siti pornografici o infettati da malware.

"Una delle cose che spicca è il tasso di crescita", ha dichiarato Devin Redmond, co-fondatore e CEO di Nexgate. "L'altra cosa da tenere in considerazione è la varietà di meccanismi utilizzati e di quanto questi sono raffinati. I metodi utilizzati per distribuire spam vanno dalle app fino a un profilo falso, ma ci sono tanti altri modi che gli spammer stano mettendo a punto per ingannare gli utenti".

Facebook e YouTube, ovviamente, sono quelli preferiti dagli spammer. Questi due siti insieme battano tutti gli altri siti social presenti in internet con un rapporto di messaggi di spam pari a 100 a uno, ovvero ogni 100 messaggi di spam 99 vanno a dividersi tra Facebook e YouTube e uno in un qualsiasi altro sito social. Secondo il rapporto, su Facebook vengono utilizzati per lo più messaggi di phishing, in modo da indurre utenti su pagine che "rubano" i dati personali, mentre YouTube vince per quanto riguarda la presenza di contenuti più beceri, tra bestemmie, minacce, odio razziale e insulti vari.

Pubblicare spam Facebook per attirare vittime è "la via più facile che gli hacker possono utilizzare, per questo bisogna prestare sempre più attenzione ai social network", ha detto Redmond. "E legittima il fatto che i social media sono ormai fenomeni solidi e di certo la loro popolarità non è destinata a scemare in breve tempo. Inoltre molte aziende hanno il proprio sito (o meglio "pagina") "social" e investono molti soldi in pubblicità sui social network".

"Questo solleva il punto che servano degli antispam anche per servizi diversi da quelli di mail. Esattamente come le società di sicurezza hanno prodotto antispam per i clienti di posta elettronica, lo stesso dovrà avvenire per combattere lo spam sociale" – ha dichiarato Redmond, aggiungendo che il report sul social spam di Nexgate è stato scritto per sensibilizzare le società di sicurezza su questo problema.

"La maggior parte delle organizzazioni risolve questo problema “manualmente", ha detto Redmond. "Abbiamo sicuramente bisogno di un approccio diverso, basato sulla tecnologia".