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Facebook, esposte le foto non condivise di 6,8 milioni di utenti per colpa di un bug

Ancora problemi per la privacy su Facebook: nelle scorse ore è stato reso noto che in un periodo di 12 giorni tra il 13 e il 25 settembre scorso, le foto caricate ma non ancora condivise sul proprio account sono rimaste potenzialmente esposte all’accesso da parte di app di terze parti a cui era stato dato il permesso di accesso alle foto. La colpa è di un bug nel codice delle API Facebook che regolano questo genere di operazioni, ma anche del fatto che il social network conserva una copia delle foto caricate anche se non ancora condivise. Il malfunzionamento ha coinvolto ben 1500 app di 876 diversi sviluppatori.

L’azienda di Mark Zuckerberg ha comunque già rassicurato gli utenti che il bug è stato definitivamente risolto lo scorso 25 settembre e che tutti i clienti coinvolti riceveranno una notifica sulla propria pagina, con la procedura per verificare se le app che si utilizzano erano tra quelle coinvolte. Si raccomanda inoltre di accedere alle app a cui si ritiene di aver dato i permessi, per verificare se e quali foto siano state esposte.

Nonostante poi siano passati circa 3 mesi dall’incidente, Facebook ritiene di aver rispettato le procedure stabilite dal nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati, GDPR, che prevede il tempestivo avvertimento di un’autorità comunitaria preposta, entro 72 ore dalla scoperta di qualsiasi violazione dei dati.

Secondo un portavoce dell’azienda infatti Facebook avrebbe agito nei tempi stabiliti una volta riconosciuto e circoscritto il bug e accertato che rientrasse tra i problemi da segnalare, cosa che però ha chiesto diverse indagini. La segnalazione infatti è stata fatta lo scorso 22 novembre all’IDPC (Irish Data Protection Commission), che ha a sua volta confermato di aver iniziato solo questa settimana ad analizzare la segnalazione.

Se il problema di per sé quindi sembra essere stato risolto senza strascichi giuridici, rappresenta però un ulteriore colpo per il rapporto di fiducia tra il social network e i suoi utenti, già gravemente compromesso dopo i noti fatti dello scandalo Cambridge Analytica dello scorso marzo, a cui per altro si sono succeduti diversi altri problemi nel corso dei mesi.

Per il momento certamente Facebook non rischia di sparire come accaduto a Google+ per gravi falle nella sicurezza dei dati, ma Zuckerberg è “guardato a vista” dagli investitori per così dire, e anche se gode di una posizione blindata nel consiglio di amministrazione, ulteriori scossoni alla già incrinata immagine del social potrebbero non essere ulteriormente tollerati.