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Facebook in Borsa: una truffa ben congegnata?

Facebook e le 33 banche che ne hanno gestito il collocamento rischiano denunce e class action. Si parla di omissione di informazioni finanziarie, insider trading e comportamenti scorretti.

I titoli Facebook boccheggiano a 32 dollari, a distanza di 4 giorni dallo sbarco al NASDAQ, ma quel che preoccupa è il rischio tsunami provocato dalle class action degli investitori. Dalla California allo Stato di New York si rincorrono le notizie di cittadini imbufaliti, pronti a portare in tribunale Facebook e le 33 banche che ne hanno gestito il collocamento.

Occupy Wall Stree

Morgan Stanley e Goldman Sachs rischiano davvero tanto, perché sono accusate di insider trading e comportamenti scorretti. Insomma azioni che avrebbero condizionato in modalità “truffaldina” le prime vendite di venerdì. D’altronde ormai è chiaro a tutti che se il prezzo attuale è del 15% inferiore rispetto al primo giorno, qualcuno ha sbagliato i calcoli. Ma ce n’è per tutti, perché anche il NASDAQ è tirato in ballo da una delle tre cause giudiziarie che stanno sconquassando Wall Street. L’accusa è di negligenza: venerdì 18 durante le contrattazioni il sistema informatico è andato in tilt, cancellando di fatto più operazioni di acquisto e vendita.

Non meno importante la causa avviata dagli azionisti per le (presunte) false dichiarazioni finanziarie rilasciate da Zuckerberg e il top management durante il periodo antecedente. Infine il problema dell’insider trading. Pare che le banche abbiano scoperto troppe imprecisioni nel prospetto informativo dell’azienda, correggendo al ribasso le previsioni reddituali. Dopodiché sarebbero partite le telefonate (segrete) ai clienti più importanti, per evitare spiacevoli effetti collaterali.

Sfigato 2.0?

E così mentre i piccoli investitori pensavano di fare l’affare dell’anno, il gotha della finanza era già stato avvertito della trappola. Eppure Morgan Stanley sostiene di “aver seguito le stesse procedure applicate per ogni altro collocamento”. Beh, allora la cosa potrebbe essere ancora più preoccupante.