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Facebook mette un nuovo tasto per gestire la privacy

Facebook ha aggiunto un nuovo pulsante all'interfaccia utente, che dovrebbe facilitare la gestione della privacy. La sua funzione, in particolare, è quella di aiutarci a capire e determinare chi può vedere le nostre pubblicazioni in pochi click.

Il nuovo pulsante si trova in alto a destra, accanto a quello delle impostazioni. Cliccandoci si apre un semplice menù diviso in tre sezioni. "Chi può vedere le mie cose?", ""Chi può contattarmi" e "Qualcuno mi infastidisce, come faccio a farlo smettere?", più un collegamento alle impostazioni generali.

Nuovi strumenti anti-bullo?

Non è il tasto "chiedi aiuto" che in molti hanno chiesto a Facebook come risposta ai crescenti problemi di cyberbullismo, ma se non altro è un passo avanti, una risposta agli ormai numerosi eventi drammatici legati in qualche modo alle interazioni su Facebook e altrove. In questo senso la voce più interessante è probabilmente la terza, che tuttavia permette solo di bloccare un certo utente e impedirgli d'interagire con noi, ma non di segnalare eventuali comportamenti scorretti – e ci sembra improbabile che Facebook si prenda la briga di verificare le attività di tutti gli utenti bloccati.

Utile anche il collegamento rapido al Registro della Attività, da cui è possibile verificare chi ci ha taggato nelle fotografie, ed eventualmente rimuovere le etichette o chiedere la rimozione dello scatto. Le varie azioni, inoltre, sono accompagnate da brevi suggerimenti che nelle intenzioni di Facebook dovrebbero aiutare gli utenti a comprendere meglio le impostazioni della privacy, e di conseguenza a evitare conseguenze indesiderate.

Questo nuovo pulsante non è l'unico ritocco alla privacy apportato da Facebook. La società fatti ha rivisto in fretta e furia il nuovo regolamento di Instagram, che aveva fatto infuriare molti utenti. I nuovi termini del servizio, in sintesi, consentivano a Instagram di vendere fotografie a terzi senza informarne gli utenti e autori. Un dettaglio che per molti si traduceva in abuso, e non è mancato chi consigliava semplicemente di chiudere l'account.

Instagram ha quindi deciso di fare un passo indietro, e di tornare all'accordo in vigore dal 2010. Una scelta che tuttavia secondo alcuni peggiora le cose invece di migliorarle, perché si torna a un linguaggio ambiguo che non lascia capire chiaramente chi e in che modo potrebbe usare le nostre fotografie. "In tal senso lo sviluppo odierno è in effetti una sconfitta per gli utenti", scrive B.Bishop su The Verge.