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Fan di Google Glass come inquisitori, altro che Tripadvisor

Se un ristoratore chiede di non usare i Google Glass rischia una violenta rappresaglia digitale.

Alcuni temono i Google Glass perché hanno paura di essere ripresi a loro insaputa. In altri casi è una paura inconscia, che nasce nel contemplare il corpo contaminato dalla tecnologia. Capita allora che un ristoratore chieda al cliente di toglierseli, perché gli altri clienti non gradiscono. Ed ecco che cominciano i guai. Sì perché se si ha a che fare con fanboy intransigenti le cose potrebbero mettersi piuttosto male, com'è accaduto al ristorante Feast di New York. In pochi giorni le recensioni negative si sono accumulate a decine riguardo al locale, ma il problema non era il cibo né il servizio.

Semplicemente Katy Kasmai si è lamentata su Google+ del trattamento ottenuto. Non l'avesse mai fatto: subito una gang di ragazzini arrabbiati si è lanciata a denigrare il ristorante, piazzando recensioni negative pur non essendoci mai stati

Certo, al Feast si possono usare gli smartphone, ed è lecito dire che i Google Glass sono "incompresi", ma d'altra parte è la sorte che tocca a tutte le novità. Nulla di sorprendente da questo punto di vista, mentre giunge invece inattesa da parte dei moderni geek una vera e propria "caccia al luddista". Viene quasi il sospetto che questa gente userebbe volentieri fiaccole e forconi, se avesse la forza di reggerli e la voglia di uscire di casa per assemblarsi nella più classica delle folle inferocite.  

Un evento isolato che, si spera, non avrà conseguenze ma per i ristoratori è una bella gatta da pelare: meglio soddisfare i clienti preoccupati per la privacy (non importa se la paura sia motivata o meno) oppure i fanboy armati di tastiera? Quale categoria è quella più redditizia? E quale può generare il danno d'immagine più grande, se si coalizzano con le recensioni online? E ancora, quali sono quelli più facili da sbattere fuori a calci, in caso sia necessario?

Recensioni negative

Anche Google subisce un piccolo danno d'immagine: gli appassionati del marchio emergono come inquisitori medievali, rigidi come burocrati Vogon, ottusi e ostinati come somari. Un piccolo gruppo di gente con la testa piena di paglia, che non può far certo bene all'azienda. Google non vuole di certo essere associata a questa gente.

Non può sorprendere quindi se è la stessa Google a raccomandare di non essere dei "Glassholes". Il termine fonde le due parole inglesi "Glass" e "Asshole", e sta a indicare il personaggio che usa i Google Glass per essere un autentico stronzo. Ci sareste cascati anche voi?