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(FAPAV) Pirateria: conoscete davvero i rischi economici, legali e per la sicurezza?

FAPAV con lo studio "Il prezzo della gratuità: Pirateria e rischi informatici" fa il punto sulle conseguenze dell'attività audiovisiva illegale.

Qual è il prezzo della gratuità, in relazione alla pirateria? Secondo la Federazione anti-pirateria audiovisiva (FAPAV), che ha realizzato uno studio al riguardo, vi sono almeno tre criticità da considerare: il danno economico per l’industria, i rischi legati alla sicurezza informatica degli utenti e le implicazioni legali.

L’ultima indagine FAPAV/IPSOS presentato nel luglio 2018 ha stimato per l’industria audiovisiva una perdita di fatturato annuale pari a 617 milioni di euro, con contemporaneo mancato introito fiscale di 171 milioni di euro e un danno per il PIL pari a 369 milioni di euro.

Sebbene il fenomeno della pirateria nel 2017 abbia coagulato il 37% del business (-2% rispetto al 206), secondo FAPAV “rappresenta ancora una fetta importante di illegalità che contribuisce all’erosione di una parte rilevante dell’economia del settore audiovisivo, con tutto ciò che ne deriva in termini di mancati incassi e, di conseguenza, di perdita di posti di lavoro e riduzione degli investimenti”.

Al solito è difficile però valutare con esattezza se la mancata fruizione di contenuti pirata possa trasformarsi automaticamente in acquisti legali, almeno secondo gli osservatori più scettici.

Quel che è certo però è che i sistemi di fruizione pirata possono esporre a rischi di sicurezza. Lo studio “Identificazione e analisi di malware su siti web selezionati sospettati di violazione del Diritto d’Autore” (settembre 2018) ha rivelato che su 1.000 siti web sospettati di condividere illegalmente contenuti protetti da copyright, l’esistenza di oltre 4.000 file contenenti malware o programmi di phishing. Per altro giusto lunedì Kaspersky Lab ha svelato come gli episodi pirata delle Serie TV più gettonate vengano sfruttate per diffondere Trojan, AdWare e Downloader.

Infine c’è il tema legale, spesso sottovalutato. FAPAV ricorda che chi scarica illegalmente un contenuto pirata rischia una sanzione pecuniaria amministrativa ai sensi dell’art. 174-ter della L.D.A. Lo scenario si aggrava quando si procede a condivisione dello stesso – ad esempio tramite software di file sharing – poiché l’ex art. 171 lett. a-bis prevede una sanzione compresa tra 51,65 e 2.065,83 euro. Nel caso di condivisione a scopo di lucro scatta l’art. 171- ter n. 2 lett. a-bis L.D.A. prevede “la reclusione da un mese a quattro anni e una multa da 2.582 a 15.493 euro“.

E per “scopo di lucro”, l’associazione anti-pirateria ricorda che “la giurisprudenza maggioritaria identifica come un fine di guadagno economicamente apprezzabile o un incremento patrimoniale dell’autore dell’illecito (ad esempio il corrispettivo ricevuto per la vendita del file o l’aver risparmiato una somma di denaro necessaria per acquistare un software)”.

E lo streaming? La Legge n. 633/1941 sul Diritto d’Autore disciplina anche questo fenomeno. Chi carica il file rischia le sanzioni indicate dagli articoli 171 e 171- ter L.D.A, mentre chi fruisce dei contenuti rischia la sanzione prevista dall’art. 174-ter L.D.

Considerato che solo il 55% degli utenti che scarica illegalmente o accede a streaming pirata conosce le possibili conseguenze di queste azioni – 49% fra gli adolescenti – è evidente l’importanza di sensibilizzare sul tema.

Nel frattempo, proprio ieri durante la presentazione dello studio FAPAV, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria Vito Crimi ha assicurato che si farà promotore di una nuovo norma che contrasti il fenomeno del camcording. Eclatante ad esempio la vasta operazione di gennaio che ha portato al sequestro di 800.000 file.

“Può capitare che il video rubato in una sala italiana sia diventato il miglior video illegale mondiale su cui sono stati montati tutti gli audio del mondo. Serve che qualcosa cambi nel contrastare questi fenomeni”, ha spiegato Federico Bagnoli Rossi, segretario generale Fapav. “La registrazione illegale di film nelle sale cinematografiche è uno dei più grandi problemi ma è anche devastante il problema delle IPTV illegali”.