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Fibra.City a Milano, primo test 10/10 Gbps su rete live Open Fiber

Il provider milanese Fibra.City oggi ha mostrato la demo di un servizio 10 Gbps basato su XGS-PON di Open Fiber.

Il service provider Fibra.City stamani ha testato su rete Open Fiber uno dei primi servizi ultra broadband da 10 Gbps. La demo è avvenuta presso il bistrot Honesty Club di Milano per sottolineare che tecnicamente la cosiddetta architettura punto-multipunto XGS-PON (10/10 Gigabit Passive Optical Network) su FTTH (fiber-to-the-home) è pronta. Il dato rilevante è che il servizio consente nominalmente una velocità in download di 10 Gbps e di upload di 10 Gbps. Insomma ipoteticamente un contenuto 4K da 50 GB potrebbe essere scaricato in circa 40 secondi, contro i 120 minuti di una connessione a 50 Mbps.

“Si tratta di una postazione che traduce in realtà ciò che stiamo sperimentando. Dotata di una connettiva GPON simmetrica capace di 10 Gbps. Ma non è importante la prestazione raggiunta oggi bensì il potenziale”, ha spiegato Lorenzo Delorenzi, AD e CTO di Fibra.City. Bisogna infatti ricordare che per ottenere questo risultato è stato sufficiente intervenire sulle apparecchiature a monte e a valle della rete, e non sulla infrastruttura in fibra stessa. Come a dire che una volta realizzata un’autostrada digitale ci si può far correre mezzi sempre più performanti senza dover mettere mano a percorso o fondo stradale.

Durante la demo noi di Tom’s Hardware abbiamo potuto costatare con Speedtest su server EOLO velocità in download e upload comprese tra 2.600 Mbps e 4.000 Mbps, ma i tecnici ci hanno assicurato che fuori da orari di picco si può arrivare anche a 6.000 Mbps. Numeri da capogiro insomma. Che per di più hanno fatto emergere alcuni limiti dei sistemi di misurazione: alcuni server contingentano il downstream a poco più di 2 Gbps. Quello di Eolo è stato scelto proprio perché è uno dei meno restrittivi.

“Siamo arrivati a un traguardo importante con questa sperimentazione che dimostra che l’FTTH è davvero a prova di futuro. Permette di evolversi grazie a tecnologia e apparati. È una rete che a fine realizzazione sarà un asset strategico per il paese. Una infrastruttura abilitante per servizi a banda ultralarga predisposta per ulteriori evoluzioni”, ha commentato Emanuela Orfei, Responsabile vendite wholesale Area Nord di Open Fiber.

Delorenzi di Fibra.City ha anticipato che nei prossimi mesi verranno confezionate nuove offerte con prestazioni superiori rispetto a quelle attuali (1 Gbps in download e 300 Mbps in upload). In fondo la XGS-PON 10/10 può essere declinata in base a ogni esigenza commerciale.

Un Gigabit al secondo per la fibra è un punto di partenza. E proseguiremo nei prossimi anni, lavorando solo ai bordi della rete, senza dover nuovamente incidere sulla parte infrastrutturale. Oggi GPON offre 1 Gbps, domani con XGS-PON si passerà ai 10 Gbps simmetrici. E ovviamente si parla di uno standard in evoluzione, che porterà i 25 Gbps, poi i 40 Gbps e così via”, ha spiegato Domenico Angotti, responsabile engineering di Open Fiber.

A questo punto è evidente che il nodo centrale è quello dell’offerta commerciale. Prima di tutto per una 10 Gigabit bisogna disporre di una schede di rete adeguata, poi di un router compatibile e ovviamente un ONT (Optical Network Terminal) diverso rispetto a quelli forniti attualmente dai provider. Al netto di questi dettagli quanto potrà mai costare un servizio che si spinge oltre 1 Gbps? Lorenzo Delorenzi non si è sbilanciato ma ha ricordato che l’attuale sua offerta di ingresso è di 23,99 euro da 1 Gbps – si chiama Best Seller Giga, quindi la prossima “sarà eccezionale”. C’è da aspettarsi quindi qualcosa in più per un servizio da 2 Gbps o forse 4 Gbps. Non resta che attendere i prossimi mesi.

Da ricordare che attualmente Fibra.City è disponibile in 51 città di tutta la penisola – qui la lista completa – ed entro giugno sbarcherà in altre 31.

Nel frattempo Delorenzi ha anticipato che domani sarà presentata ufficialmente la sua offerta commerciale per le aree a fallimento di mercato dove Open Fiber sta sviluppando la rete in fibra. La vendibilità dei primi Comuni com’è risaputo dovrebbe iniziare tra qualche mese.

“Oggi in totale abbiamo cablato 5 milioni di unità immobiliari, di cui 4 milioni nelle 271 città delle aree A e B (competitive, NdR.) e circa 1 milione nelle aree C e D (dei bandi Infratel, NdR.)”, ha concluso Orfei di Open Fiber. “Entro il 2019 l’obiettivo è aprire le vendite in 500 comuni nelle aree C e D”. E per “aprire le vendite” la manager intende che gli operatori avranno l’infrastruttura pronta per fornire i servizi di connettività.