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Fibra Enel, oggi vertice da Renzi. È giallo Telecom Italia

Oggi alle 12.00 il Premier Renzi presenterà il progetto fibra di ENEL. Nessuno ha fatto il nome di Telecom Italia, anche se la sua rete è di più di 6 milioni di km.

"Banda larga, conferenza stampa di Renzi". Il titolo campeggia sulla home page di Governo.it. Alle 12.00 verrà svelato il piano ultra-broadband che vede coinvolte Enel, Wind e Vodafone. Chi manca? Stranamente non si fa il nome di Telecom Italia, l'ex monopolista che detiene più di 6 milioni di chilometri di fibra ottica – contro i 41mila chilometri di Fastweb. Qualcosa davvero non torna e gli indizi sono così tanti che è come se un Frank Underwood di House of Cards stesse portando avanti una battaglia "sotterranea".

renzi underwood

Sappiamo che Enel Open Fiber poserà fibra spenta – sfruttando cavidotti, cabine primarie (2.000), cabine secondarie (450.000) e cassette stradali intermedie (2 milioni) – per raggiungere i contatori e consentire agli operatori TLC di realizzare architetture fiber-to-the-home. Insomma, servizi ultra-broadband da almeno 100 Mbps per centinaia di migliaia di italiani.

Ieri si sono fatti i nomi delle prime città pilota: Bari, Perugia, Cagliari, Catania e un'altra del Centro Nord. Tutte realtà dove il mercato è competitivo (cluster A e B). Alla fine saranno 224 e oggi alle 12.00 potrebbe essere svelata la lista completa.

Ancora una volta perché Telecom Italia sembra esclusa dalla presentazione? Massimo Sideri, stamani sul Corriere della Sera, getta un sasso nello stagno. "Il primo laboratorio dello scontro sarà Bari dove Telecom aveva già portato soluzioni di FTTH (fiber to the home, cioè la fibra fino all'appartamento, la soluzione ottimale) e dove ora si sperimenterà l'anomalia di un monopolio naturale con due reti".

fibra

Bari, una delle poche città che può vantare la fibra Telecom negli appartamenti, si ritrova  di fronte Enel pronta a fare lo stesso. Sembra davvero un affronto. Per mesi si è parlato di trattative tra i due colossi e forse il mancato accordo ha costretto la società elettrica a mostrare i muscoli.  

I sindacati hanno fiutato l'aria e ieri hanno iniziato a suonare l'allarme, sottolineando che se Enel dovesse mantenere la promessa di creare una rete in fibra alternativa gli esuberi sarebbero tra i "15mila e 20mila".

"Questa situazione rischia di mettere in forte difficoltà un'area di mercato dove Telecom è stata fino ad oggi leader: Enel si andrebbe ad accavallare e se i francesi di Vivendi dovessero decidere per lo scorporo della rete si metterebbe in discussione la tenuta complessiva di Telecom Italia", ha dichiarato all'Huffington Post il segretario generale della Uilcom Uil, Salvo Ugliarolo.

persone rete

Dello stesso avviso Rosario Strazzullo della Cgil: "C'è confusione e incertezza anche perché il Governo, nonostante il grande attivismo, non ha indicato una chiara indicazione di marcia e soprattutto non dice niente sul cambiamento dell'assetto di Telecom nonostante i francesi si siano impadroniti dell'azienda".

Fra qualche ora sapremo esattamente come si preconfigurerà il progetto Enel. Dopodichè la reazione di Telecom non si farà attendere. Per una volta gli italiani potrebbero vincere la mano a prescindere da chi la spunterà. L'House of Cards della fibra ottica è a Palazzo Chigi?