Telco

Fibra in 64 comuni lucani, TIM accende le polveri

Pare che la fibra sia sbarcata in Basilicata, ma per gli operatori che decideranno di sfruttarla per fornire servizi ultra-broadband la risposta del mercato lucano sarà un'incognita.

Stamani il presidente della Regione, Marcello Pittella, il direttore generale di Infratel, Salvatore Lombardo e il direttore di Open Access di TIM, Carlo Filangieri hanno annunciato il completamento del programma di sviluppo fibra avviato nel 2014 con uno specifico bando dedicato al territorio.

Basilicata
Basilicata oggi (ADSL)

Un piano da 36,8 milioni di euro, di cui 21,8 milioni provenienti da fondi pubblici europei e 15 milioni da TIM – che si è aggiudicata il bando predisposto dal MISE. TIM ha poi investito ulteriori 9 milioni per le componenti di rete attiva, riguardanti l'elettronica degli armadi stradali. In pratica insieme al piano di sviluppo NGAN, l'ex monopolista oggi dichiara una copertura della Basilicata pari al 73% – che diventerà dell'80% entro la fine dell'anno.

La copertura di 64 comuni lucani con collegamenti fino a 200 Mbps – quindi evidentemente in FTTC – non è stata ancora segnalata all'AGCOM. Se si controlla infatti Broadbandmap la Basilicata appare come un territorio infrastrutturalmente arretrato con tanta ADSL, un po' di FTTC e poco o nulla di FTTH. Potenza e Matera sono i centri più sviluppati.

basilicata
Basilicata (FTTC)

In fondo Open Access potrebbe aver preparato tutto per un grande lancio wholesale autunnale. Da ricordare infatti che l'intera operazione è analoga a quanto avviene oggi in altre regioni con Open Fiber: la rete realizzata in Basilicata sarà messa a disposizione di tutti gli operatori.

lucani
Abbonati lucani

Il dato più preoccupante è comunque quello legato al numero di abbonati. Su una popolazione di 573mila unità oggi risultano circa 231mila famiglie. Di queste ultime si contano 78mila accessi ADSL, 15mila VDSL e 123 FTTH. In pratica siamo sotto la soglia del 50%.

Open Access ha confermato che il bacino di utenti potenziale è di 330mila abitanti e 600 edifici pubblici (ospedali, municipi, scuole, forze armate, etc.). Questi ultimi potranno godere di una connettività fino a 1000 Mbps, stando a quanto riporta l'AGI.

Una riflessione sulle incognite

Da circa un anno, se non di più, si è aperta una stagione di grandi annunci. Tutti i principali operatori direttamente o indirettamente (tramite Open Fiber) hanno cercato di raccontare il loro rinnovato impegno nello sviluppo della rete in fibra FTTC e FTTH.

A leggere i comunicati l'Italia sembra quasi un unico grande cantiere. E certamente per alcune realtà bisogna riconoscere che è vero. D'altra parte si è creata anche una grande confusione sui livelli di copertura e le possibilità di attivare realmente i servizi promessi.

La copertura FTTH del territorio italiano è ancora minima – se si escludono le eccezioni di Torino, Milano, Perugia e pochi altri centri. Inoltre sul fronte FTTC non è ancora chiaro quanti davvero siano in grado di avere 100 Mbps oppure passare ai 200 Mbps. Nei forum specializzati e nei gruppi Facebook di appassionati non si contano i casi di utenti cablati impossibilitati ad attivare le relative offerte.

In sintesi, ci saranno anche milioni di italiani che non hanno interesse ad attivare servizi ultra-broadband ma non possiamo dimenticare neanche quelli lasciati nel limbo. Del tipo: hanno sotto casa il cabinet cablato o hanno visto la posa della fibra, ma l'operatore risponde picche.

Infine una nota da recapitare agli operatori in ascolto. Non potete inventarvi la tredicesima mensilità, obbligare a usare i vostri modem, farvi pinzare costantemente dall'AGCOM per violazioni contrattuali e poi domandare fiducia. Perché quando busserete alla porta dei potenziali clienti con contratti fibra che promettono prestazioni mirabolanti a prezzi non certo stracciati, loro ricorderanno. Ricorderanno e forse vi lasceranno sull'uscio. Con la fibra in mano.