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Fibra ottica e 5G: le connessioni del futuro

I progressi tecnologici e scientifici stanno progressivamente cambiando il mondo in cui viviamo, dove la centralità di Internet è già un fattore e lo sarà sempre di più nel corso dei prossimi anni. Il grande propulsore dell'innovazione è l'accesso a Internet veloce e le istituzioni, su tutte la Comunità Europea, sanno da tempo che la partita va giocata garantendo alle persone, alle aziende e alle istituzioni la banda larga e ultralarga necessaria alla fruizione dei servizi di ultima generazione, su tutti quelli legati all'Internet delle Cose. In un simile scenario, gli investimenti fatti in Italia negli ultimi anni si sono rivelati positivi, riducendo il gap tecnologico con le altre nazioni industrializzate, ma siamo ancora costretti ad inseguire: in base all'ultimo rapporto della Commissione Europea, siamo al 26° posto su 31 paesi per la copertura con le reti in fibra ottica.

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Il numero di aziende di telecomunicazioni e le numerose offerte disponibili sul mercato italiano, come si evince dai dati del comparatore di tariffe per le utenze domestiche Facile.it nella pagina dedicata alla fibra ottica, non devono trarre in inganno, in quanto siamo ancora una nazione troppo legata alla tecnologia xDSL, anche se capace di raggiungere picchi di 200 Mbit/s di velocità in download attraverso la tecnologia VDSL2. Il doppino in rame, per quanto performante, è comunque stigmatizzato dall'Europa che punta, entro l'anno 2025, al raggiungimento della velocità di 1 Gbit/s in download e in upload per enti, istituzioni, servizi di pubblico interesse e, per quanto possibile, degli stessi cittadini. A tal proposito, sempre secondo l'UE, a fine 2017 erano appena il 2,7% le famiglie italiane raggiunte dalla fibra ottica fino a 1 Gbit/s.

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In un'Europa che ambisce alla competitività scientifica e tecnologica, anche attraverso gli investimenti illustrati nel documento "HORIZON 2020", il programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione, l'Italia paga quindi i ritardi accumulati nel corso degli anni sul fronte del cablaggio del paese con le reti in fibra ottica. Se l'accelerazione sul fronte fibra è comunque possibile, grazie al rinnovato impegno delle aziende di TLC e del Governo, un aiuto importante nella copertura del paese con la banda larga e ultralarga potrebbe arrivare dalle tecnologie mobili, un segmento di mercato in cui l'Italia è da sempre all'avanguardia. In particolare, decisivo sarà il passaggio dalle reti dati di telefonia mobile 4G LTE a quelle di tipo 5G che offre performance di velocità simili alla fibra ottica e, grazie alla tecnologia senza fili, vantaggi in termini di copertura, attraverso l'adeguamento dei ponti radio esistenti e alla riduzione al minimo dei nuovi cantieri. Capace di offrire velocità e un numero di accessi multipli simultanei impensabili per il 4G, il 5G ha però i limiti di una tecnologia ancora in fase di rodaggio, con la sperimentazione che è partita nelle prime città italiane solo tra il 7 e l'11 novembre del 2017. Per conoscere l'evoluzione del 5G in Italia e le città coinvolte nei test è disponibile la pagina dedicata del Ministero dello Sviluppo Economico.

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La dimostrazione che il 5G sarà molto più di una semplice alternativa alle reti in fibra ottica arriva dall'impegno del gruppo compartecipato da Enel e CdP che sta portando le reti FTTH in tutta Italia, con l'annuncio dell' ingresso di Open Fiber nella 5G Infrastructure Association e l'avvio delle sperimentazioni nelle città di Prato e l'Aquila. Le sperimentazioni dureranno fino alla fine del 2021, anche se l'obiettivo di Open Fiber e degli altri player coinvolti nelle sperimentazioni è quello di rendere il 5G disponibile in Italia già tra la fine del 2019 e il 2020, in linea con il programma Horizon 2020 dell'UE, così da renderlo operativo entro i tempi previsti dai programmi comunitari e, al contempo, colmare i possibili ritardi nella copertura delle aree periferiche del paese con la fibra ottica.