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Forrester “ridimensiona” il report su iTunes

I risultati dell'ultima ricerca di Forrester sulla situazione di Apple iTunes hanno alzato un incredibile polverone. La divulgazione dei dati negativi rilevati ha fatto andare su tutte le furie Apple, che prontamente ha smentito ogni tesi catastrofista. "Certamente l'industria del settore vorrebbe assistere ad una maggiore crescita delle vendite musicali digitali, ma il rapporto Forrester è basato solo su un piccolo campione, e fondamentalmente dimostra che è troppo presto per arrivare a conclusioni sul comportamento dei consumatori", ha dichiarato Josh Bernoff, autore del rapporto Forrester.

I dati, però, sottolineano che i possessori di iPod, in media, non comprano molto su iTunes. Una valutazione condivisa anche dallo studio Ipsos di inizio anno, che per primo aveva evidenziato il peso del fenomeno ripping rispetto al vero e proprio acquisto online.

"Il numero di acquisti mensili ogni 1000 famiglie è sceso del 58% da gennaio a giugno; questo è un dato di fatto", ha aggiunto Bernoff. "È vero anche però che con due soli anni di rilevazioni non è possibile dire se si tratti di declino stagionale o della saturazione del mercato"

Una contrazione simile venne registrata anche l'anno scorso, nello stesso periodo, a causa del comportamento dei nuovi utenti iPod. Ricevuto in regalo l'oggetto del desiderio si scatenarono negli acquisti musicali nel periodo natalizio per poi rallentare bruscamente nel resto dell'anno. A detta di numerosi analisti, inoltre, bisogna considerare che i declini stagionali sono piuttosto comuni nei settori industriali maturi. Ad esempio nel segmento PC è risaputo che nel primo e secondo quarto dell'anno si hanno sempre risultati inferiori rispetto agli ultimi due di quello precedente.

Qualche numero

"Il -58% si basa sulla rilevazione statistica fatta su esattamente 181 nuclei familiari che acquistano su iTunes", ha dichiarato Bernoff. "Solo il 3,2% delle 5580 famiglie campione di Forrester, infatti, ha operato acquisiti sulla piattaforma Apple tra il giugno 2005 e giugno 2006". Tutti i partecipanti hanno permesso le rilevazioni delle loro transazioni su carta di credito, escludendo quindi dalla ricerca le gift card e gli acquisti via PayPal.

"Circa il 30% delle 181 famiglie genera l'80% dei ricavi di iTunes. Una proporzione che è rilevabile in molte altre attività. L'elite dei consumatori, insomma, è responsabile della maggior parte del fatturato", ha voluto sottolineare l'analista di Forrester. "Ciò vuole dire anche, però, che vi sono pochi heavy-user di iTunes e che la maggioranza è strettamente occasionale. Il 32% delle 181 famiglie ha comprato una sola canzone sulla piattaforma l'anno scorso, e solo il 31% ne ha comprate sei o più".

"La tesi che afferma che le vendite di iTunes stanno rallentando è semplicemente sbagliata… Le vendite di iTunes rappresentano circa il 6% di tutta la musica commercializzata negli Stati Uniti, rendendoci di fatto il quarto più grande retailer", si legge nel comunicato ufficiale di Apple. Il problema è che l'azienda della mela non ha replicato con altri dati, e in fondo quelli di Forrester sono tra i pochi disponibili.

"La valutazione finale del documento Forrester è che con una così bassa partecipazione, le vendite musicali digitali non stanno ancora salvando l'industria. Apple continua a registrare un aumento del numero delle tracce vendute e degli introiti conseguenti, ma i risultati non sono sufficienti per sancire il declino delle vendite dei CD", ha ribadito Bernoff.

Ma allora come vanno le cose?

La società di ricerca Piper Jaffray all'inizio della settimana ha pubblicato, infatti, un altro report che ha confermato un venduto su iTunes di 390 milioni di canzoni, tra il gennaio 2005 e il settembre 2005: praticamente circa 10,4 milioni di tracce a settimana. Nello stesso periodo del 2006 è stato rilevata, invece, una vendita di 695 milioni di canzoni, con un rate di 18,5 milioni di tracce a settimana. Insomma dati positivi, che però lo stesso Bernoff non vuole esaltare troppo. "Non è male, ma l'industria musicale non può essere certamente salvata dalle 23 tracce vendute per ogni iPod. Immaginate se le persone comprassero due soli CD per ogni lettore posseduto".

Quindi, se da una parte i dati di Forrester suggeriscono che il mercato della musica digitale ha bisogno ancora di crescere, secondo Bernoff il business iTunes ha già raggiunto un buon livello. "Non guadagnano molto, ma questo non esclude che i bassi margini non possano permettere comunque un risultato finanziario notevole", ha concluso Barnoff. "La crescita del segmento sta rallentando, e questo è preoccupante considerando il basso numero di acquirenti online. Se i possessori di iPod continueranno con questo trend, l'intera industria dovrà trovare una soluzione adeguata".