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Fujifilm GFX 50S, il nuovo limite da raggiungere

LogoFinalmente ci siamo: la tanto attesa GFX 50S, presentata lo scorso mese di settembre al Photokina di Colonia e di cui abbiamo già dato notizia qui, è finalmente pronta. Gli esemplari che abbiamo testato nella regale tenuta degli Spencer ad Althorp, benchè delle preserie, sono ormai definitivi nell'hardware ed ancora suscettibili di qualche raffinamento nel firmware. Quanto basta per rendersi conto del potenziale di questa nuova fotocamera, che fissa un nuovo limite qualitativo con cui i concorrenti dovranno confrontarsi. Dimenticatevi le migliori reflex full frame: qui siamo non una, ma probabilmente due spanne sopra, e gli esempi che vi mostreremo rendono pienamente giustizia al lavoro svolto dagli ingegneri giapponesi della Fujifilm in questi anni.

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Perché NON una full frame?

All'inizio della conferenza stampa di presentazione del nuovo prodotto, Adrian Clarke ha spiegato per prima cosa il motivo per cui la Casa è passata dall'APS-C delle sue note mirrorless al medio formato "saltando" il classico 24 x 36 mm Leica.

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Adrian Clarke – EU Vice President EI Division di Fujifilm

La ragione è molto semplice: per Fujifilm la differenza qualitativa fra il loro sensore APS-C proprietario e il full frame non è così evidente: in più di un'occasione, con i nostri test, abbiamo potuto confermare la veridicità di questa affermazione. Soprattutto i sensori X-trans CMOS della terza generazione, oltre ad offrire un'elevata risoluzione da 24 Mpixel che si traduce, ad occhio, in una percezione del dettaglio ancora maggiore grazie anche all'eliminazione del filtro passa-basso ottico, producono un rumore quasi confrontabile, perlomeno quello visibile nei file jpeg.

Per questa ragione, ma non è l'unica, si è optato per un sensore CMOS di medio formato (1,7 volte l'area di uno full frame) fatto realizzare apposta su specifiche da chi non è difficile immaginare. Questo nuovo sensore offre non solo un'altissima risoluzione, che permette una precisa riproduzione anche del dettaglio più minuto, ma l'elaborazione interna a 14 bit su file RAW "puri" per una riproduzione fedele delle tonalità di colore, delle nuance e della trama del soggetto, così come l'atmosfera della scena, per una sensazione quasi tridimensionale.

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Il nuovo sensore Fujifilm abbandona l'innovativa struttura XTrans per adottare il classico array Bayer con filtro a colori primari e sistema a vibrazioni ultrasonico per la pulizia dello stesso

Esiste però un'altra ragione, di carattere commerciale, che ha spinto il costruttore ad optare per il medio formato: quella di evitare non tanto la concorrenza della costosa Leica SL, quanto della temibile Sony Apha 7 R II come indirettamente delle reflex FF Canon, Nikon e Pentax. Non si tratta, ovviamente, di un motivo esplicitamente dichiarato, ma comunque evidente.

Per l'elaborazione dell'immagine la GFX 50S fa uso dell'X Processor Pro, già utilizzato sulla X-Pro2 e sulla X-T2, che permette fra l'altro di sperimentare la simulazione Film per cui le fotocamere Fujifilm sono note.

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Inoltre, è stato aggiunta la nuova funzione Colour Effect Chrome che può essere utilizzata per riprodurre i toni e i colori profondi nei soggetti molto saturi, in situazioni spesso ritenute difficili. Al fine di rispondere alle diverse esigenze in ambito professionale, i formati di file generati comprendono tre diverse impostazioni JPEG (Super Fine, Fine, Normale), oltre a due diverse impostazioni RAW (non compresso, compresso). L'uscita TIFF è possibile utilizzando lo sviluppo RAW in-camera.

I vantaggi di una mirrorless… nel medio formato!

Era piuttosto scontato che Fujifilm producesse una mirrorless, con un corpo macchina che misura solo 147,5 x 94,2 x 91,4 mm e pesa 920 gr. inclusa la batteria e il mirino elettronico standard, che è intercambiabile. Per fare un paragone, una reflex FF come la Pentax K-1 misura 136,5 x 110 x 85,5 mm e pesa 1,010 kg nelle stesse condizioni. Se consideriamo che la macchina più tre obiettivi non arriva a pesare 3 kg, i vantaggi, anche in termini di portabilità, sono piuttosto evidenti.

Il corpo, realizzato in lega di magnesio, è pensato per un utilizzo professionale e deve quindi poter operare in condizioni climatiche difficili, resistere a polvere ed umidità, oltre a temperature di 10° C sotto allo zero.

 

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Il battery grip VG-GFX1

 

Per la GFX 50S è stato previsto anche un battery grip con duplicati i comandi principali che può ospitare una batteria dedicata NP-T125, fornendo maggior autonomia durante l'utilizzo. Può inoltre ricaricare la batteria interna in circa due ore e ha un ingresso per alimentazione DC interna, per l'utilizzo in studio.

L'autonomia dichiarata per la batteria è di circa 400 scatti con Auto Power Save ON, ma non abbiamo potuto verificare il dato.

Sei obiettivi dedicati

Assieme alla fotocamera, Fujifilm ha pronta una serie di sei ottiche per il neonato sistema G format in grado di far fronte alle situazioni di ripresa più comuni. Al momento della presentazione, tre sono però gli obiettivi disponibili: il Fujinon GF63mmF2.8 R WR, GF32-64mmF4 R LM WR e GF120mmF4 R LM OIS WR Macro. Per i set fotografici preparati per l'evento, abbiamo utilizzato convenientemente i primi due.

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Il GF63mmF2.8 R WR equivale ad un 50 mm nel formato 35 mm FF (bisogna dividere la focale reale per 1,26). Non particolarmente luminoso, è caratterizzato dal fatto di essere water resistant e soprattutto compatto, 84 x 71 mm per un peso di soli 405 g. Costruzione interamente in metallo, come da tradizione.

Lo schema ottico è costituito da 10 elementi in 8 gruppi, inclusa una lente a dispersione ultra-bassa (ED) per le migliori prestazioni.

Una caratteristica dell'obiettivo è rappresentata dal comando C sull'anello del diaframma, che permette di comandarne l'apertura anche dalla ghiera posta sul corpo macchina. Allo scopo di evitare un funzionamento incorretto, lo spostamento dalle posizioni A (Auto) e C (Command) è attivato da un tasto di blocco.

Lo zoom GF32-64mmF4 R LM WR ha un'escursione focale compresa fra 25 e 51 mm, quindi copre dal grandangolare medio allo standard. Lo schema ottico, in questo caso, si complica: 14 elementi in 11 gruppi con 3 elementi asferici, un elemento ED e uno Super ED. Il peso? 875 grammi, meno di un Sigma 24-35 Art che però ha una luminosità massima di f/2.

 

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GF32-64mmF4 R LM WR

 

Se entrambi questi obiettivi non sono stabilizzati, il GF120mmF4 R LM OIS WR Macro offre anche la stabilizzazione ottica in grado di correggere sino a 5 f/stop. La sua lunghezza focale equivalente è di 95 mm, ottimo per ritratti quindi, anche se la sua iper-definizione potrebbe non piacere a tutte le modelle! Costruzione ottica di 14 elementi in 9 gruppi, inclusi 3 elementi ED. Il rivestimento fluorine coating agisce come un ottimo idro-repellente.

Si noti che tutti questi obiettivi sono dotati di diaframma a 9 lamelle per un bokeh particolarmente piacevole.

Gli altri tre obiettivi che arriveranno sono il medio tele GF 110 mm f/2 R LM WR, corrispondente a un 87 mm, il super grandangolare GF 23 mm f4 R LM WR (eq. 18 mm) e infine il grandangolo GF 45 mm f/2.8 R WR, corrispondente ad un 35 mm.

Il costruttore ha realizzato anche un adattatore per estendere il parco ottiche utilizzabile con la macchina. Si tratta del H MOUNT ADAPTER G che permette di montare uno dei nove obiettivi Super EBC Fujinon HC sviluppati per la Fujifilm GX645AF sul corpo della nuova mirrorless digitale, pur perdendo l'autofocus ma mantenendo la possibilità di regolare il diaframma elettronicamente.

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Ergonomia e comandi

Appena impugnata, questa mirrorless medio formato fornisce subito un'impressione di solidità e concretezza: niente fronzoli, niente ricercatezze estetiche, un design modellato sulle esigenze del professionista. Ricorda quello di una reflex full frame, con delle differenze soprattutto nella parte posteriore, in corrispondenza del monitor: un display touch da 3,2" e ben 2,36 Mpixel, angolabile in due direzioni. La scelta di adottare un display touch su una macchina di questo tipo è per certi versi inaspettata, ma… very welcome!

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Come accennato poco sopra, il monitor e relativo sistema di articolazione non sono allineati al retro del corpo macchina (che altrimenti sarebbe risultato troppo spesso), una soluzione che penalizza un po' l'estetica ma è conseguenza di alcune necessità tecniche dovute al posizionamento del sensore (la distanza fra la baionetta e il sensore, è limitata a soli 26,7 mm) e del layout delle componenti interne.

Sulla battuta che si viene così a creare il costruttore ha posto il tasto di revisione e quello di cancellazione delle immagini, in posizione che abbiamo trovato un po' scomoda. Piccolo anche il tasto per la compensazione dell'esposizione, posto accanto a quello di scatto. Per fortuna tutti i comandi sono customizzabili e quindi si può decidere di assegnar loro una funzione diversa, magari meno frequente. La maggior parte sono ripresi da quelli della X-T2, incluso il joystick per la selezione dei punti di MAF, la ghiera dei tempi e quella della sensibilità.

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A parte questi dettagli, l'ergonomia risulta comunque corretta e soprattutto la presa stabile; la mano sinistra sorregge bene gli obiettivi, le cui ghiere si trovano nella posizione in cui ci si aspetterebbe naturalmente di trovarli.

Molto bello e ben visibile anche da posizioni angolate il mirino elettronico da 3,69 Mpxel, realizzato facendo uso di 5 elementi di vetro per aumentare il rapporto d'ingrandimento sino a 0.85 x; come abbiamo accennato, è intercambiabile con il modello EVF-TL1 orientabile sino a 45° e angolabile secondo le esigenze del fotografo.

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La camera è inoltre dotata di un originale display LCD da 1,28" LCD posto sulla parte superiore del corpo, alla destra della ghiera dei tempi. Riporta i parametri principali di scatto, per un'overview immediata.

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Impressioni d'uso

Abbiamo provato la GFX 50S durante una serie di sessioni opportunamente allestite da Fujifilm all'interno della residenza di Althorp, principalmente con modelle e due ballerini.

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Il prima shooting session prevedeva una coppia di ballerini che facevano delle figure muovendo dei teloni di plastica, ripresi dal fotografo italiano specializzato in questo genere, Luciano Romano, utilizzando la nuova mirrorless Fujifilm e lampeggiatori professionali da studio posti ai lati e sincronizzati a 1/125 sec.
Foto 14Questo primo set fotografico ci ha permesso di prendere confidenza con la macchina, che è prevalentemente destinata a lavori in studio (still life o fotografia di moda) ma anche paesaggistica ma non  soggetti in rapido movimento (per la fotografia sportiva meglio utilizzare una X-T2). L'autofocus, infatti, in questi esemplari di preserie non è ancora completamente ottimizzato, ed essendo solo a contrasto non è particolarmente veloce, tuttavia è molto flessibile nella selezione dell'area di lavoro in quanto offre ben 117 punti (9 x 13) oppure 425 quando miniaturizzati, un vero record per un modello di medio formato.
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Le dimensioni del punto di MAF possono essere variate a piacimento e quando si seleziona l'area minima ci si può muovere fra ben 425 punti

L'otturatore sul piano focale è stato sviluppato specificamente per questa macchina. Offre un tempo minimo di 1/4000 sec. (1/16.000 sec. quello elettronico) e un sincro flash a 1/125 sec. o inferiore. E' garantito per 150.000 scatti.

Siamo poi passati ad una modella che posava sul bellissimo scalone in legno della villa, utilizzando questa volta la GFX 50S con un trasmettitore radio sincronizzato con i flash da studio e qui abbiamo avuto modo di apprezzare innanzitutto la semplicità e l'immediatezza della macchina, che ricalca quella delle altre mirrorless APS-C della casa con il vantaggio di poter contare sul display touch, ma soprattutto la qualità del file generato una volta che abbiamo rivisto gli scatti sul monitor del nostro PC, sia in JPEG che in RAW. La macchina, fra l'altro, adotta un doppio slot per SD Card con una logica di funzionamento simile a quella della X-T2, secondo le modalità Sequential, Backup e Sorting per registrare file RAW e JPEG su schede separate.

Connettendo la GFX 50S a un PC via cavo USB e usando il software HS-V5 per Windows, è possibile trasferire le immagini direttamente e controllare la camera, così come utilizzare il Control Panel Window aggiunto a Tether Shooting Plug-in PRO per Adobe® Photoshop® Lightroom®, che rende disponibili oltretutto varie funzioni e velocizza il caricamento delle immagini, che alla qualità massima vengono scaricate in circa 10 secondi (cadauna), un tempo tutto sommato accettabile tenuto conto delle dimensioni molto grandi dei file.

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Da ultimo, parliamo di qualità delle immagini… e dei prezzi.

La qualità delle immagini ottenibile con la GFX 50S è semplicemente sensazionale: punto! La galleria fotografica che troverete di seguito, ottenuta con esemplari di pre-produzione, è più eloquente di tante parole. Per quanto mi riguarda, si tratta senza dubbio della miglior fotocamera che abbia mai provato nella mia esperienza di fotografo, sempre in termini puramente qualitativi (definizione, profondità e saturazione dei colori, gamma dinamica, rumore agli alti ISO ecc.). Poi potremmo discutere sul fatto che non è ovviamente adatta a tutti e a tutti i generi, ma se il vostro obiettivo è l'eccellenza allora con questa mirrorless Fujifilm di grande formato siete sulla strada giusta.

Fujifilm GFX 50S 1

La GFX 50S e i primi tre obiettivi saranno disponibili da fine febbraio 2017 ai prezzi indicativi suggeriti al pubblico di:

  • GFX 50S a 7.115,00 Euro IVA inclusa
  • GF63MM a 1.625,00 Euro IVA inclusa
  • GF32-64MM a 2.545,00 Euro IVA inclusa
  • GF120MM a 2.955,00 Euro IVA inclusa

Le foto sono state scattate con macchine e obiettivi di pre-produzione.

Fujifilm GFX 50S 02
Foto scattate da Mauro Piatti
Fujifilm GFX 50S 01
Fujifilm GFX 50S 04
Fujifilm GFX 50S 06
Fujifilm GFX 50S 07
Fujifilm GFX 50S 08
Fujifilm GFX 50S 09
Fujifilm GFX 50S 10
Fujifilm GFX 50S 12
Fujifilm GFX 50S 15
Fujifilm GFX 50S 16

Potete scaricare tutte le immagini a risoluzione originale da questo indirizzo.