Spazio e Scienze

Gli alieni sono morti, sterminati dai cambiamenti climatici

Un nuovo studio basato su simulazioni al computer lascia intendere che la nostra ricerca di vita extraterrestre potrebbe essere stata infruttuosa perché in effetti gli alieni potrebbero essere morti, uccisi dai cambiamenti climatici. Destino crudele, che noi rischiamo di seguire qualora continuassimo a sfruttare il nostro pianeta al ritmo attuale.

Autore principale dello studio è l'astrofisico Adam Frank, professore di Fisica e Astronomia all'Università di Rochester a New York, insieme a Carroll-Nellenback Jonathan, Alberti M. e Kleidon A. Di per sé stesso lo studio non è volto alla ricerca degli alieni, ma allo studio dell'interazione tra una civiltà tecnologicamente evoluta che sfrutta risorse, e l'ambiente planetario in cui si evolve. Una visione che non è a piccolo o medio termine, ma "di 10.000 anni luce" come specifica la relazione accettata per la pubblicazione.

La simulazione si è basata su modelli matematici ricavati dalle informazioni che abbiamo sulla scomparsa di una civiltà reale esistita qui sulla Terra, ossia gli ex abitanti dell'Isola di Pasqua. "L'isola di Pasqua rappresenta un esempio particolarmente utile per i nostri scopi poiché è spesso considerata una lezione sulla sostenibilità globale", spiega Frank. "Molti studi indicano che gli abitanti dell'Isola di Pasqua abbiano esaurito le loro risorse, portando gli abitanti alla morte per fame e alla fine della civiltà sull'isola".

Lavorando su equazioni ricavate in precedenza, che sintetizzano in forma matematica la caduta della civiltà dell'Isola di Pasqua parallelamente all'esaurimento delle sue risorse, il gruppo di lavoro di Frank ha quindi individuato quattro possibili scenari per un'ipotetica civiltà aliena vincolata da risorse naturali limitate. Come ha spiegato Frank, "le leggi della Fisica prevedono che qualsiasi popolazione che si evolva fino a costruire una civiltà ad alto consumo energetico come la nostra, abbia un impatto sul pianeta in cui vive".

Come detto la simulazione ha chiamato in causa quattro scenari ipotetici: tre hanno portato all'estinzione della civiltà come accaduto sull'Isola di Pasqua. L'unico scenario in cui la civiltà sopravvive è quello in cui, comprendendo i rischi presagiti dall'innalzamento delle temperature, ha immediatamente abbandonato lo sfruttamento delle risorse per passare alle sole fonti di energia sostenibili, stabilizzando la temperatura.

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© SpinningAngel / Depositphotos

State pensando che questa tempestività sia eccessiva e che sia frutto di un allarmismo ingiustificato? Sappiate che nella simulazione in cui la civiltà ha fatto la scelta corretta (passare alle energie sostenibili), ma impiegando troppo tempo a metterla in atto, si è estinta comunque.

Le simulazioni in cui le civiltà hanno avuto vita più breve sono due: la prima è quella che i ricercatori hanno ribattezzato "la morte": la popolazione della civiltà si espande esponenzialmente in un breve periodo di tempo, assorbendo moltissime risorse ed emettendo grandi quantità di gas serra. La popolazione raggiunge rapidamente un picco di espansione, per poi precipitare improvvisamente schiacciata dall'aumento delle temperature, senza lasciare sopravvissuti.

Altro scenario è quello del "collasso", in cui inizialmente la popolazione del pianeta aumenta di pari passo con la temperatura del pianeta, ma questa volta invece di un'estinzione di massa ci sono pochissimi sopravvissuti, talmente pochi da non consentire la ricostituzione di una civiltà e giungere comunque all'estinzione, con un'agonia più lenta.

Tre delle quattro simulazioni concordano – almeno nella conclusione – con quanto ipotizzato da un altro studio (dell'Australian National University), secondo cui se non abbiamo ancora incontrato gli alieni è perché sono tutti morti. Certo, questa ipotesi ci salverebbe dall'ipotetico rischio di venire sterminati dagli alieni, ma il legame fra le suddette simulazioni e noi terrestri è fin troppo evidente. Insomma il rischio è che finiremmo per sterminarci da soli, senza bisogno di "interventi" esterni.

La morale è ovvia: la differenza tra un futuro sostenibile e l'estinzione dipende in larga misura dalla lungimiranza di una civiltà e dalla rapidità con cui passa a un modo di vivere sostenibile. Ecco perché il destino crudele che viene ipotizzato per gli alieni potrebbe essere condiviso anche dall'uomo sulla Terra: una chiara esortazione a prendere sul serio il cambiamento climatico.


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