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Spazio e Scienze

Gli attori sconfiggeranno la morte grazie al digitale

Le nuove tecniche di digitalizzazione stanno diventando un sistema per cui tutti gli attori principali hanno una loro versione digitale.

L’uso di attori digitali diventerà la norma, anzi si tratta di una risorsa così strategica che Disney digitalizza tutti gli attori principali di Star Wars. E se non interviene il produttore, attori e attrici possono rivolgersi a Digital Domain per creare un avatar digitale che resterà giovane per sempre, e potenzialmente manterrà gli eredi anche dopo la morte.

Ben Morris, supervisore degli effetti speciali per Gli Ultimi Jedispiegainfatti che “facciamo sempre le scansioni digitali degli attori principalidei film. Non sappiamo se ci potranno servire in futuro”. Gli fa eco l’esperto di effetti visivi Beau Janzen, secondo cui tecnologia a lungo termine renderà del tutto normale scritturare attori deceduti. “Qualunque cosa che si possa usare per rendere il film migliore, la storia migliore, sarà usata”.

Se lo scenario vi suona vagamente familiare probabilmente è perché avete visto The Congress, film del 2013 in cui una strepitosa Robin Wright (Wonder WomanBlade Runner 2049House of Cards) interpreta un’attrice che rifiuta di farsi digitalizzare, opponendosi a quella che è diventata ormai una pratica comune nella sua professione.

Nel mondo reale ci sono invece aziende come la citata Digital Domain che, dopo essersi affermata come produttrice di CGI (Computer Generated Imagery, la cosiddetta computer grafica), si offre appunto di creare versioni digitali degli attori. Che eventualmente possono pagare il servizio di tasca propria – il costo può arrivare a circa un milione di dollari.

L’operazione richiede un paio di giorni, durante i quali l’attore o l’attrice si sottopone a scansioni tramite un macchinario sofisticato, che esamina ogni minimo dettaglio, ogni espressione, ogni movimento. Il processo prevede anche vari abiti e cambi nell’illuminazione, affinché l’avatar digitale sia utilizzabile in diverse scene risultando però sempre il più naturale possibile. L’insieme dei dati generati dal processo si aggira intorno a 10 TB, non molto dopotutto.

La naturalità in teoria dovrebbe andare ben oltre quella della giovane Carrie Fisher in Rogue One, o di quella (sembra migliore) dell’altrettanto giovane Samuel Jackson in Captain Marvel – atteso per il 2019. Un po’ per il fatto che la tecnologia si evolve e porta a risultati sempre migliori, ma soprattutto per il fatto che con questa nuova tecnica si fa una scansione dell’attore quando è ancora giovane. Nei casi citati, invece, si è lavorato con i filmati e le fotografie dell’epoca – e tutto considerato il risultato è notevole.

Resta necessario un attore in carne e ossa che lavori di fronte alle cineprese, e poi in post produzione il suo viso e il suo corpo saranno sostituiti dall’immagine digitale che si vuole utilizzare. Almeno per ora, ma in teoria è già possibile aggiungere elementi completamente digitali – ma i risultati non sono altrettanto buoni in questo momento.

Le grandi star del cinema si avviano quindi ad avere vita eterna, così come eterni contratti. Se tra cento anni qualcuno volesse tornare sulle avventure giovanili di Kylo, Rey, Finn e Poe, potrebbe farlo sapendo di poter contare sugli attori originali – che sarebbero nel frattempo trapassati o troppo anziani per la parte.

Tra pochi mesi esce il nuovo Star Wars e ancora non hai visto gli Ultimi Jedi in versione UltraHD? Cosa aspetti?