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Gli editori chiedono IVA ridotta per gli e-book e Monti la alza

L'Associazione Italiana Editori (AIE) ha chiesto al Governo di abbassare l'IVA sugli e-book e per qualche coincidenza astrale Monti ieri ne ha annunciato l'aumento di un punto percentuale. Ovviamente i due fatti non sono strettamente legati, ma delle volte il destino è davvero cinico e baro. Dal primo luglio 2013 le aliquote IVA passeranno al 22% e all'11%, praticamente un punticino in più rispetto ad ora. Ovviamente faranno alzare i prezzi di ogni genere di prodotto, compresi gli e-book.

"Non è più il tempo di parole per il mondo del libro. Ci servono fatti", ha dichiarato ieri il presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo dalla cornice del Salone del Libro di Francoforte. "Datevi una politica coordinata per il libro, troppi e frammentati sono i rapporti e gli interlocutori del nostro mondo su sostegno all’editoria, promozione della lettura e diritto d’autore".

"Non è più il tempo di parole per il mondo del libro. Ci servono fatti"

E infatti a Roma si sono dati da fare, verrebbe da dire. "Dateci sostegno per far abbassare l'IVA sugli e-book dal 21% al 4% e dateci un credito d’imposta sull’innovazione digitale. Ma soprattutto date più attenzione al nostro ruolo di operatori culturali. Sono richieste non troppo onerose per le casse dello Stato ma che stimolerebbero una ripartenza per le case editrici, rimettendo in moto il mondo della lettura", ha aggiunto Polillo.

Effettivamente l'attuale IVA applicata agli e-book appare insensata, considerato che per i libri cartacei si parla del 4%. Da rilevare poi che malgrado questo ostacolo, secondo i dati AIE, le vendite dei libri digitali hanno raggiunto a fine 2011 i 12,6 milioni di fatturato (+740% sul 2010). Rappresentano ancora solo lo 0,38% del mercato complessivo, ma almeno il trend è positivo.

Ben diverso lo scenario complessivo del mercato del libro. Secondo Nielsen il 2012 viaggia con un giro d'affari in calo del 3,7%. "Diminuisce nel 2011 anche la lettura: sono oggi 25,9 milioni gli italiani che leggono almeno un libro in Italia, 723mila meno del 2010", sottolinea la nota AIE. "Per  la prima volta negli ultimi 3-4 decenni il mercato del libro, che aveva mostrato storicamente un andamento anticiclico, si allinea al negativo contesto generale dei consumi".

Il lato triste di questa situazione è che sono stati gli stessi editori a tirarsi la zappa sui piedi. La legge che ha imposto tetti agli sconti sui libri ha di fatto affossato le vendite nei supermercati e ipermercati con una contrazione del 17,9%. Ecco, 723 mila clienti di supermercato che hanno comprato qualche etto di prosciutto e formaggio in più invece che un libro.