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Spazio e Scienze

Gli investimenti italiani

Pagina 3: Gli investimenti italiani
Il fisico italiano di fama internazionale Giovanni Bignami ci spiega perché andremo sugli asteroidi e non dovremmo tornare sulla Luna.

Nel libro parla anche degli investimenti italiani nella ricerca spaziale, e i numeri sorprendono perché siamo abituati a reputarci l'ultima ruota del carro, invece non è così. Ci spieghi meglio qual è il contributo dell'Italia in termini scientifici, la spesa finanziaria a grandi linee e il ritorno d'investimento finora rilevato.

"È abbastanza significativo. Da un lato l'Italia ha una grandissima scuola di fisica e astrofisica, dall'altro ha anche una forte scuola di ingegneria aerospaziale e di industria aerospaziale. Non tutti sanno che il 50 percento del volume pressurizzato nel quale vivono gli astronauti sulla ISS è costruito da Finmeccanica e in particolare da Thales Alenia Space di Torino.

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Luca Parmitano nella Cupola sulla ISS

Quanto al ritorno d'investimento – prosegue Bignami – secondo la NASA per ogni dollaro investito ne tornano 5. Secondo gli europei il ritorno invece è più fra 3 e 4 probabilmente a causa delle maggiori spese di burocrazia che ci sono in Europa. In ogni caso lo Spazio è un ottimo investimento.

Per fare un esempio pratico, l'azienda che ha costruito la sonda Rosetta ha conquistato spazi di mercato importantissimi perché ha realizzato una tecnologia che è stata 10 anni nello Spazio e ha continuato a funzionare benissimo. Con questo biglietto da visita può vincere gare importanti riproponendo la stessa tecnologia per impieghi non spaziali. Questo meccanismo ha un rendimento appunto di almeno tre volte l'investimento".

In definitiva, che cosa risponde a chi reputa che la ISS è uno spreco di soldi, che potrebbero essere destinati a chi qui sulla terra ne ha più bisogno. Perché quest'affermazione è sbagliata?

"In realtà anche se i fondi non sono direttamente stanziati alle popolazioni più disagiate i vantaggi arrivano loro lo stesso. Se i bambini malati dell'Africa oggi possono essere curati con la telemedicina è perché qualcuno ha inventato un satellite che porta il segnale dal paesino africano sperduto al San Raffaele di Milano o all'ospedale americano a Parigi, da cui medici specializzati di alto livello guidano l'intervento. Questo è possibile perché si è sviluppata una tecnologia il cui scopo iniziale era diverso, ma che ha avuto ricadute vantaggiose anche per questo". Di esempi se ne possono portare tantissimi, ne abbiamo parlato per esempio nell'articolo I 15 benefici che la ISS porta all'umanità.

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Altro esempio – aggiunge Bignami – è quello dei satelliti per la prevenzione delle catastrofi naturali. "Quando ero Presidente dell'ASI ci fu un'alluvione terrificante in Bangladesh e c'erano 3 chilometri di nuvole che impedivano l'osservazione del Paese. Con il nostro satellite radar vedevamo benissimo le strade e capivamo se un ponte su una strada era integro o se era stato spazzato via dall'inondazione. Potevamo trasmettere ai soccorsi questa informazione e supportarli".