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Google Bancomat: un altro prelievo alla privacy?

Google ha deciso di tuffarsi nel mondo fisico con una vera e propria scheda bancomat (debit card) associata al servizio Wallet. I consumatori statunitensi possono già ordinarla gratuitamente e usarla per pagare in esercizi commerciali di ogni genere. Più comodità per i consumatori, ma anche più grattacapi per chi deve regolamentare la gestione della privacy.

Concettualmente non è molto diversa dalla Postepay o simili (qui le FAQ). Il conto Google Wallet si può infatti ricaricare tramite una carta di credito o altre opzioni, e successivamente si può usare per spese di vario genere. L'aggiunta di questa tessera quindi non fa che aumentare le possibilità di usare questo strumento di pagamento. Dove possibile, inoltre, Google Wallet si può usare anche tramite postazioni NFC in abbinamento a uno smartphone compatibile.

La scheda inoltre, sempre negli USA, si potrà usare anche per prelevare contanti presso gli sportelli bancomat. Ed è utilizzabili presso tutti gli esercizi convenzionati con il circuito MasterCard – ma non è una carta di credito.  

Con questa novità Google "ammette che il digitale non è tutto", titola Marcus Wohlsen su Wired, che sottolinea anche come l'idea non sia del tutto nuova – visto che almeno PayPal offre un prodotto equivalente. Ciò che conta ancora di più è il valore come segnale della politica espansiva di Google: l'azienda vuole andare oltre la pubblicità online, e a quanto pare combinarla con l'ecommerce e con i servizi finanziari. A ben guardare, non ci sarebbe da stupirsi se il Google Wallet dovesse diventare un vero e proprio conto corrente, in futuro.

Se l'espansione di Google arriva fin dentro le nostre tasche, nel punto che per molti è più sensibile, allora succederà anche qualcos'altro: si espanderà il dibattito sulla privacy e sul trattamento dei dati personali. Non tanto per il servizio Wallet in sé, ma per la totalità delle offerte Google: queste sono infatti un sistema di vasi comunicanti, vincolate tutte a un unico accordo che l'utente deve accettare (Google, una privacy per tutti i servizi: così è se vi pare).

Che cosa possa significare questa uniformità quando si parla di spendere denaro, è tutto da vedere. Anche senza questa variabile però le autorità europee non vedono di buon'occhio la scelta di Google (La privacy di Google non piace alla UE: o cambia o guerra). Che cosa diranno se il conto di Google Wallet sarà trattato come Google+, YouTube o Gmail?