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Google diventa un cecchino pubblicitario, Adblock è inutile

Google potrebbe ampliare gli spazi pubblicitari all'auto e agli elettrodomestici.

Google vuole piazzare pubblicità ovunque: termostati, frigoriferi, automobili e ogni altro luogo che si possa raggiungere – e dove per inciso non si potrà evitare con un software fatto apposta. È scritto in una lettera che l'azienda ha mandato alle autorità statunitensi, ma Google è intervenuta per spiegare che c'è stato un malinteso. Possiamo già immaginare pubblicità mirate direttamente dentro al frigorifero, o collocate strategicamente sul cruscotto dell'automobile. Google ha sollevato l'idea, nella lettera, per spiegare come non abbia senso dividere i fatturati ottenuti in ambito mobile dal resto.

Pubblicità creativa

Il fatto è che il panorama è in continua evoluzione, troppo veloce perché la burocrazia possa tenere il passo. "Per esempio", si legge sulla lettera, "tra qualche anno noi e altre società mostreremo pubblicità e altri contenuti su frigoriferi, dashboard automobilistiche, termostati, occhiali e orologi da polso – solo per fare qualche esempio". Un testo più che chiaro in effetti.

Pubblicità non più tanto onnipresenti come ora (forse) ma più intelligenti. Google sta progettando il cecchino pubblicitario. "Le Enhanced Campaign ci permettono, come pubblicitari, di creare una sola campagna promozionale e servirla poi dinamicamente al giusto utente, al momento giusto su qualsiasi sia il dispositivo più sensato". Insomma chi pensava di essersi liberato del problema con AdBlock e simili potrebbe avere una brutta sorpresa, perché Google (e altri) di certo non lasceranno altrettanto spazio sulle piattaforme in questione – in altre parole non è il caso di sperare troppo in un AdBlock Plus per l'auto o per il microonde.

Appena i contenuti della lettera sono stati resi noti è scattato un uragano di commenti di ogni genere, dall'indignato al furioso e all'indifferente. Google però ci tiene a non passare per una società che piazza caroselli ovunque, e infatti diverse testate statunitensi raccontano di essere state contattate direttamente dai PR dell'azienda, intervenuti per spiegare che la lettera "non riflette i progetti di Google sui prodotti".

Probabilmente è vero che Google non ha intenzione di procedere da subito, ma sarebbe ingenuo credere che questi non siano i piani a lungo termine. Dopotutto il principio è sempre che se non lo stai pagando il prodotto sei tu; chissà che non significhi grossi sconti sull'auto e sugli elettrodomestici.