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Google e il copyright: l’illegalità sarà combattuta così

Google proteggerà il diritto d’autore con nuovi strumenti. “Con oltre 35 ore di video inviati a YouTube ogni minuto e più di 1 milione di miliardi di URL sul Web […] è emersa una nuova ondata di creatori di contenuti tra cui ci sono alcune mele marce che usano Internet per infrangere il copyright”, ha dichiarato Kent Walker, capo del dipartimento legale di Google. “Rispondiamo più rapidamente possibile alle richieste di rimuovere questi contenuti dai nostri servizi e abbiamo migliorato la nostra tecnologia nel corso del tempo. Tuttavia dato che il Web cresce e con esso le richieste, stiamo lavorando per sviluppare nuove vie per risolvere al meglio il problema”.

Quattro le misure che saranno implementate nei servizi Google nei prossimi mesi. Anzitutto Big G risponderà alle richieste di rimozione dei contenuti entro 24 ore. “Realizzeremo strumenti per migliorare il processo di presentazione delle richieste (a partire da Blogger e la ricerca web)”. Parallelamente Google migliorerà anche gli strumenti a favore di chi vuole contestare la rimozione del contenuto.

La seconda soluzione riguarda la scomparsa dei termini associati all’illegalità dalla tecnologia di autocompletamento. Se scriverete “R”, non vi sarà proposto di completare la parola con “4 revolution” (R4 Revolution, il sistema per “craccare” il Nintendo DS), per esempio. Nulla impedisce di scriverlo a mano, ma è un passo seppur minimo, per ostacolare la ricerca di materiale non legittimo.

Il terzo punto è il miglioramento di AdSense, il sistema pubblicitario di Google che, spesso, mostra collegamenti a siti che pubblicizzano prodotti che infrangono il copyright. Infine Google farà esperimenti per rendere visibili le anteprime autorizzate dei contenuti più rapidamente nei risultati di ricerca.

Se da una parte il mercato illegale, le infrazioni di copyright e qualsivoglia di violazione vadano combattute, rimane un dubbio sulla piega che prenderà Google Search. Per alcuni diventerà sempre meno un motore di ricerca “libero”, e sempre più vetrina di contenuti autorizzati. Il pericolo c’è, anche se ci auguriamo che Google riesca a far quadrare tutto per continuare a offrire un servizio adeguato (è nel suo interesse).

In Rete, basta leggere nei blog, si è comunque aperto un sano dibattito. Quattro punti scritti sommariamente in un blog però non consentono di fare estrema chiarezza su come si muoverà Big G in futuro e su come ciò avrà effetto sulla qualità delle ricerche e dei propri servizi. Non resta che attendere ulteriori comunicazioni.