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Sicurezza

Google ed Apple aiutano i terroristi secondo i poliziotti

Molte forze di polizia stanno rilasciando dichiarazioni che criticano le scelte di Google ed Apple.

Continuano ad accumularsi le critiche verso Google ed Apple, ree di aver rafforzato la crittografia di iPhone, iPad e dispositivi Android (iOS 8 mette nei guai le Procure italiane: troppo blindato e Android L con dati cifrati di default: blindato come iOS 8). Solo negli ultimi giorni infatti se ne sono lamentati l'FBI, il Procuratore Generale degli Stati Uniti e Troels Oerting – vicedirettore Europol e capo dell'European Cybercrime Centre (EC3).

Qual è il problema? In parole povere i nuovi strumenti rendono troppo difficile penetrare in uno smartphone protetto, e questo rende il lavoro d'indagine più complesso, a volte impossibile. Sul lato opposto della barricata, invece, ci sono quelli che celebrano la scelta di Google ed Apple come un grande passo avanti per le libertà civili e il diritto alla privacy.

Secondo Oerting però il problema è che molti non comprendono la differenza tra privacy e anonimato: "vogliono la prima, ma la seconda rende la vita troppo facile ai criminali". La sua voce fa così eco a quella del Procuratore Generale USA Eric Holder, che ha cercando di puntare sulla difesa dei bambini dai pedofili. Il direttore dell'FBI James Comey invece aveva affermato che Google ed Apple "mettono le persone al di sopra della legge".

"La crittografia irreversibile rende molto difficile – forse anche impossibile – per le autorità ottenere delle prove, e non certo che questo fatto sia chiaro per tutti", ha commentato Oerting. E poi continua dicendo che in una società democratica le autorità devono avere il potere di accedere alle informazioni dei cittadini quando l'azione è autorizzata da un giudice.

A dire il vero non si capisce il perché di tanto polverone: le autorità di tutto il mondo, a conti fatti, hanno ancora a disposizione parecchi strumenti per "infilarsi" nello smartphone di qualcuno, che si tratti di iOS, Android, Windows Phone o altro. La faccenda delle backdoor, dopotutto, è ormai di dominio pubblico.

Certo, ora se gli investigatori hanno tra le mani uno smartphone non hanno più modo sbloccarlo, nemmeno con l'intervento della casa madre, e questo può davvero essere un problema. Ma accadeva anche sei mesi fa – ben prima di iOS 8 e di Android L (Telefoni da 25 euro e iPhone blindati, problemi per la Polizia). E infatti c'erano già state lamentele simili, da parte dell'Antidroga USA (L'Antidroga USA protesta: iMessage non è intercettabile).

Insomma non è cambiato poi molto, nemmeno negli Stati Uniti, dove le aziende in questione sono comunque vincolate al Patriot Act – quindi più di tanto non possono aver fatto, meglio mettersi il cuore in pace. Ma allora perché le Autorità di tutto il mondo si stanno lamentando con tanta veemenza.

Leggendo tra le righe, sembra quasi di leggere un messaggio orwelliano: troppa privacy ci mette in pericolo, dobbiamo aver accesso a tutto e a tutti per garantire la sicurezza. Forse è vero, o forse è solo il sintomo di uno stato di sorveglianza globale che sembra voler crescere calpestando ogni possibile ostacolo. Sarà vera preoccupazione per qualcuno, e per altri sarà invece l'indomabile voglia di un Nuovo Mondo ordinato e pacifico dove essere felici è un obbligo legale. Secondo voi da che parte pende la bilancia?