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Google e Facebook si sono fatte fregare 122 milioni di dollari. Ecco come

Evaldas Rimasauskas, un 50enne lituano, è riuscito a rubare a Google e Facebook ben 122 milioni di dollari nell’arco di due anni, 23 milioni a Google e 99 milioni all’azienda guidata da Zuckerberg. Una vera e propria truffa, che potrebbe costargli 30 anni di carcere negli Stati Uniti, dove è stato estradato nell’agosto del 2017 e si è dichiarato colpevole di frode telematica presso la corte di New York. La sentenza è attesa per il 24 luglio.

L’uomo ha dovuto consegnare 50 milioni di dollari tenuti in conti bancari a Cipro e in Lettonia, e dovrebbe incorrere in una multa di 300mila dollari. Ma riavvolgiamo il nastro, partendo dal principio, dal piano semplice quanto ingegnoso architettato da Rimasauskas.

Evaldas Rimasauskas

Dopo aver registrato in Lettonia una falsa azienda con lo stesso nome del produttore di elettronica taiwanese Quanta Computer, ha aperto i conti bancari e ha iniziato a inviare email al personale di Facebook e Google contenenti fatture false per attrezzatura informatica. Fatture che in larga parte sono state pagate regolarmente.

L’azione, chiamata in gergo business email compromise, si basa tutto sulla falsificazione dell’email. Secondo la corte, l’alterazione delle fatture era di buon livello, perché spesso passavano il vaglio dei giganti tecnologici grazie a falsi timbri e firme realizzate così bene da far sospettare che Rimasauskas si fosse impossessato di una serie di contratti reali di Quanta Computer da copiare.

Non è chiaro quale tipo di “attrezzatura” fosse indicata nelle fatture false, ma si suppone si trattasse di server. Quanta Computer, essendo un produttore a contratto, realizza infatti portatili, server e altri prodotti per realtà del calibro di Apple, HP, Dell e appunto anche Google e Facebook.

Il “giochino” messo a punto da Rimasauskas fruttava così bene che l’uomo è stato colto dalla classica avidità che frega molti malviventi. Ha infatti continuato a perpetrare la truffa, fino a che qualcuno non si è accorto. Così si è mossa l’FBI, che ha rintracciato Rimasauskas nella sua città natale, Vilnius.

Le autorità sostengono che la maggior parte del denaro è stato recuperato, anche se Rimasauskas aveva istituito un elaborato sistema di occultamento del denaro su conti bancari in Slovacchia, Lituania, Ungheria, Hong Kong e New York.

Un portavoce di Facebook ha affermato che “l’azienda ha recuperato gran parte dei soldi e sta cooperando con le forze dell’ordine alle indagini”. Geoffrey S. Berman, procuratore generale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York, ha aggiunto: “come Evaldas Rimasauskas ha ammesso oggi, ha messo in piedi uno sfacciato schema per derubare i gruppi statunitensi di oltre 100 milioni per poi stornare questi fondi in una serie di conti bancari in giro per il mondo”.

“Rimasauskas credeva di potersi nascondere dietro lo schermo di un computer dall’altra parte del pianeta mentre portava avanti questo sistema fraudolento ma, come ha imparato a sue spese, le braccia della giustizia statunitense sono lunghe e adesso lo attende un lungo periodo di tempo in prigione”.