Sicurezza

Google Ideas aiuta i ribelli a restare online

Google ha deciso di dare una mano a quegli utenti che vivono in zone di guerra o sotto regimi che limitano la diffusione delle informazioni, fornendo degli strumenti che facilitano la costruzione di reti proxy sicure e affidabili in modo da sfuggire alle forbici della censura locale. Gli annunci sono stati fatti al Google Ideas Summit e potrebbero diventare strumenti chiave per assicurare l’accesso a Internet in zone come l’Iran, Corea del Nord, Cuba, Siria e così via.

Jared Coehn, direttore di Google Ideas, ha detto che Google è un’azienda piena di attivisti e hacker buoni: "Quando esponi un progetto e mostri come questo possa essere rilevante per qualcuno che in Iran non ha accesso alla rete, per fare un esempio, i nostri ingegneri si esaltano e si impegnano davvero a fondo per dare il massimo".

Ecco dove sono diretti e come si muovono gli attacchi sul Web.

Due degli strumenti presentati sono dedicati a prevenire e tracciare gli attacchi DDoS. Il primo, Project Shield, è mirato a prevenirli fornendo "in prestito" la tecnologia di Google ad altri siti web momentaneamente o potenzialmente sotto attacco.  L’altro, che si chiama Digital Attack Map, è un semplice strumento di visualizzazione degli attacchi che mostra come si muove il flusso di dati nella rete mondiale.

"Lo scopo di questo strumento è quello di mostrare come il DDoS possa essere usato per limitare la libertà d’espressione nel mondo" – ha dichiarato Colin Doherty, presidente di Arbor, una società di sicurezza che ha collaborato con Google per creare questo tool. Il terzo strumento presentato è un’estensione per il browser che si chiama uProxy e serve a condividere la propria connessione Internet in modo da rendere impossibile il pedinamento online degli utenti. Quest’ultimo strumento, però, non è ancora stato analizzato a fondo.

Per quanto possa essere estremamente interessante a sfondo umanitario permettere a dissidenti di sfuggire alle grinfie di un regime autoritario, non è ancora chiaro quali siano le implicazioni di sicurezza nel condividere la propria connessione web con qualcuno di cui non si sa nulla e abita in una zona ad alto rischio.