Tom's Hardware Italia
e-Gov

Google regina del lobbying negli Stati Uniti: nel 2018 ha speso 21,2 milioni di dollari

Google, secondo il report di Center for Responsive Politics, nel 2018 è l'azienda hi-tech che ha speso di più in attività di lobbying negli Stati Uniti: si parla di 21,2 milioni di dollari.

L’attività di lobbying negli Stati Uniti non solo è regolamentata ma trasparente, quindi non dovrebbe stupire che Google abbia raggiunto nel 2018 la cifra record di investimento di 21,2 milioni di dollari. Sì, questo è l’esborso conteggiato per l’anno scorso in relazione all’attività di pressione nei confronti di Washington. Secondo l’ultimo report di Center for Responsive Politics, citato da Reuters, nel 2017 non era andata oltre i 18,04 milioni di dollari, a dimostrazione che più aumentano i nodi politici e più si è costretti a perorare la propria causa con tutti i modi possibili. E sul tavolo in questo ultimo anno si sono fatti sentire soprattutto i temi legati alla privacy e quelli antitrust.

Gli analisti finanziari infatti hanno sottolineato che i temi regolatori hanno particolarmente preoccupato i colossi del Web, non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa e in Asia.

Microsoft nel 2018 ha speso 9,58 milioni di dollari, circa un milione in più rispetto al 2017 ma al di sotto dei 10,5 milioni del 2013 – quando in Europa scattò la sanzione antitrust da 561 milioni di dollari. Apple invece nel 2018 si è limitata a 6,62 milioni e per trovare il suo record bisogna andare al 2017 con 7,15 milioni.

Infine Facebook nel 2018 ha speso 12,62 milioni di dollari, poco più di un milione in più rispetto al 2017. Il suo punto politico nevralgico è stato soprattutto quello legato alle implicazioni elettorali che hanno condizionato gli ultimi anni e ovviamente la privacy.

Ad ogni modo è senza dubbio Google l’azienda hi-tech maggiormente al centro della politica soprattutto considerando il suo confronto riguardante la tecnologia di ricerca, la riforma della giustizia e la riforma fiscale. Solo gli operatori via cavo, i fornitori della difesa e le aziende sanitarie spendono altrettanto.